Per il terzo anno consecutivo, saracinesche chiuse per i supermercati Dok e Famila del Gruppo Megamark, anche a Trani. È la scelta di Giovanni Pomarico, presidente del Gruppo Megamark: « Il primo maggio deve essere la Festa del Lavoro e, soprattutto, la Festa della Famiglia. Perché non c’è lavoro senza famiglia e non c’è famiglia senza lavoro. Sono le giornate trascorse in compagnia dei nostri cari che rigenerano e creano nuovo entusiasmo. Tutti noi, dopo aver passato del tempo sereno con le persone a cui vogliamo bene, torniamo al lavoro più riposati e positivi».
Tre dei negozi “Despar” di Trani saranno aperti solo di mattina, dalle 8 alle 13 (tranne quelli in via Superga), mentre Megamark ha deciso di chiudere.
La grande distribuzione, certamente, continuerà a garantire i propri servizi. Dura la reazione di Aldo Pugliese, segretario generale della Uil di Puglia e Bari, Bat, che in una nota stampa ha scritto: «Il primo maggio non è solo una festa, ma un giorno importantissimo per il mondo del lavoro, in cui riflettere sul rispetto delle tutele e dei diritti dei lavoratori. Ecco perché sarebbe davvero assurdo che, proprio quel giorno, la grande distribuzione aprisse nuovamente al pubblico, così come accaduto il 25 aprile, calpestando di fatto il diritto di tanti lavoratori del settore a una serena vita famigliare e impedendo la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, oltre a mortificare il valore delle festività per la nostra comunità.
Invito al rispetto per una giornata, qual è quella del Primo maggio, che non deve essere deturpata dalla ricerca spasmodica del profitto, a spese di tanti cittadini e lavoratori, specie in un momento storico come l’attuale, che vede l’occupazione, sia nazionale che regionale, attraversare una situazione a dir poco critica. Anche perché, numeri alla mano, la liberalizzazione delle aperture della grande distribuzione non ha portato alcun vantaggio concreto al settore, né dal punto di vista dell’incremento dei consumi, né dell’occupazione. Anzi, in questi anni molte aziende del settore si sono rese protagoniste di tagli e licenziamenti pesanti e a ricorsi massicci agli ammortizzatori sociali, che hanno impegnato spesso il sindacato in mobilitazioni e iniziative a difesa di tante famiglie e di tanti lavoratori in difficoltà. La liberalizzazione selvaggia e senza regole ha creato solo danni: ecco perché diciamo no all’apertura il 1° maggio, all’ennesimo sfregio a un lavoro già sofferente, invitando anche i clienti a disertare le attività commerciali il prossimo lunedì per lanciare un segnale forte a chi pensa che i diritti siano solo un fastidioso ostacolo all’arricchimento di qualche azienda».

