«Non ci sono parole. È l'ennesimo atto vandalico che ci fa ci fa capire che, in questo momento, la situazione in città sta diventando insostenibile». Così il sindaco, Amedeo Bottaro, commentando l'incendio dell'antica chiesa di santa Maria de Russis, avvenuto questa notte.
«Quanto è accaduto a San Giacomo fa il paio con i problemi nelle scuole - riprende il primo cittadino -, per i quali, come ben sapete, ho scritto al Prefetto. Infatti, vi è un complessivo problema di sicurezza ed è evidente che questi fenomeni vanno assolutamente combattuti con tutte le forme possibili».
Quanto è accaduto questa notte sembra l'esatta contrapposizione di quello che, invece, era accaduto ieri mattina: perfetta organizzazione della città per il passaggio della tappa del Giro d'Italia. E, forse, non è un caso che, nel momento in cui ci sono tutte le persone e cose al proprio posto, tutto fili per il verso giusto.
Poi va da sé che, avendo impegnato tutte le risorse nel corso della mattinata, ieri sera Trani non era altrettanto presidiata e questo, purtroppo, ha determinato spiacevoli conseguenze, anche con riferimento a parcheggi selvaggi ed altri episodi di inciviltà.
Per Bottaro, che non nega che la città soffra particolarmente durante le ore notturne del fine settimana, «bisogna ammettere che non è possibile presidiare una città 24 ore su 24, non ne siamo proprio nella condizione, ma il problema non è soltanto di Trani. Ecco perché bisogna trovare soluzioni, condivise e sinergiche, per aumentare il numero delle forze deputate al controllo in città, anche se non sarà mai possibile avere un vigile, un poliziotto, un carabiniere per ogni cittadino tranese o chiunque venga a Trani nel week-end».
Di certo prendere di mira le scuole, che sono il cuore dell'istruzione, ed attaccare le chiese ed patrimonio monumentale, che sono il cuore della storia, sono forse il segnale di una carenza di conoscenze e valori, di ignoranza e debolezza sociale. Per Bottaro, «indicano un decadimento culturale della nostra città, che è già in atto da diversi anni. Quindi bisogna lavorare tutti insieme, senza le solite polemiche, ma remando sempre dalla stessa parte per ricercare delle soluzioni».


