Trani ha avuto l’onore di ospitare Brian Eno, considerato l’inventore della musica ambientale, artista eclettico, unico, originale, tra i più influenti del nostro tempo.
Eno, 69 anni oggi (è nato in Inghilterra il 15 maggio del 1948), ha presentato prima ai giornalisti e poi agli invitati che si sono recati presso il Castello svevo di Trani, la sua mostra “Light music”.
L’artista inglese, accompagnato da una traduttrice, nel corso della conferenza stampa ha prima parlato del nostro Paese: «Sono sempre felice di essere in Italia, di cui la Puglia è la mia parte preferita. Tutti gli inglesi dicono che l’Italia sarebbe un Paese fantastico se non avesse una pessima politica. Diciamo che si potrebbe dire lo stesso di tutti i Paesi d’Europa, ma l’Italia è decisamente al primo posto». Quando, successivamente, un giornalista gli ha chiesto cosa pensasse di Trani, ha risposto: «Questa non è una domanda interessante». Infatti, Eno preferisce parlare della sua arte.
«Molti di voi sapranno che io non ho studiato musica, ma pittura. Ho lasciato l’Università iscrivendomi alla Scuola d’arte, dove ho creato un gruppo rock. Ho iniziato molto presto a creare con la luce, la mia prima opera con la luce l’ho fatta all’età di 17 anni. Mi piace creare cose che non si ripetono mai».
“Light music” si fonda sull’armonia tra le visioni create attraverso i light boxes, strutture quadrangolari che generano immagini continuamente mutevoli, ed i suoni provenienti dagli speaker flowers, sculture “musicali” a forma di fiore, che ospitano minuscoli altoparlanti per la diffusione del suono. Una “musica visuale”, che nasce da una costante ricerca sulla luce e dal desiderio di esplorare le nuove possibilità estetiche e sensoriali offerte dalla tecnologia.
La “musica visuale” scelta in sottofondo da Eno ci ha ricordato un po’ le atmosfere di “Apollo”, il suo album dei primi anni ’80: «Il pezzo che abbiamo amplificato ha sia una frequenza alta che una bassa».
Nel corso della conferenza stampa, sono intervenuti Rosa Mezzina, direttrice del castello, che ha detto: «Non avrei mai detto che un giorno nel castello che dirigo avrei intervistato colui che ascoltavo quando ero giovane», l’assessore alla cultura Felice Di Lernia, Lorenzo Zichichi, de “Il cigno GG Edizioni”, casa editrice che si occupa anche di promuovere l’arte contemporanea e che ha organizzato la mostra in collaborazione con il Polo Museale della Puglia e la società Nova Apulia. Curatrice della mostra è Valentina Bonomo.
“Light music” sarà visitabile fino al 30 ottobre 2017.
Federica G. Porcelli










