«Come cittadini, e non come movimento politico, abbiamo attivato una raccolta firme per chiedere le dimissioni del sindaco». Così Antonio Procacci, portavoce del Movimento “Trani a capo”, apre la sua conferenza stampa di stamani.
«Siamo certi che questo non produrrà alcun risultato, perché lui ignora i cittadini, è incollato alla poltrona come pochi. Ma deve ascoltare la voce dei cittadini» prosegue Procacci, che sostiene di aver raccolto anche l’adesione di altri gruppi e movimenti, «gente che non ne può più» della situazione della nostra città. Nel corso delle prossime settimane, il movimento sarà anche per le strade e nelle piazze a raccogliere firme contro un sindaco che «non rispetta gli impegni e gli incontri concordati con i cittadini. Si presenta solo agli incontri, pubblici e privati, con gli imprenditori».
E dimentica i soldi che devono arrivare ancora al Mimesis, il caso degli signor Bucci, il caso dei vigili. «Nell’Amet, c'è una persona che ha lavorato per il trasporto disabili che non è stata pagata, invece gli operatori Amiu sono stati assunti».
Dunque i tre esponenti del movimento Trani a capo, cioè il portavoce e i due consiglieri, Aldo Procacci e Maria Grazia Cinquepalmi, chiedono ai cittadini di firmare, non lamentarsi sui social perché le cose non vanno, ma «firmare questa richiesta di dimissioni, che non avrà paternità o colori politici perché, lo ricordo, Trani a capo non è un partito ma un movimento».
Non è la prima volta che Trani a capo chiede le dimissioni del sindaco. Lo slogan da molto tempo utilizzato sui social del movimento è proprio "Bottaro dimettiti". Tanti i motivi per cui il sindaco dovrebbe fare questo atto. Lo scriveremo in altro spazio.
Federica G. Porcelli

