«Ho evitato Davide per anni. A lui piacevano Bill Evans e Keith Jarrett, a me Cecil Taylor, Antonello Salis, Mainstream e Free. Nel jazz è come fare la differenza tra un vegetariano ed un onnivoro».
Così inizia il racconto, scritto da Livio Minafra, intorno alla Davide Santorsola, letto nella sala di comunità San Luigi prima dell'inizio del concerto dedicato al pianista jazz tranese, prematuramente scomparso. Minafra, che di Santorsola fu allievo, davanti ad una platea gremita in ogni ordine di posto ha eseguito musiche proprie, e dello stesso Santorsola, anche sotto gli occhi di Mariagrazia Urgo, vedova del musicista, e di Mimmo Santorsola, suo fratello, oggi consigliere ed assessore regionale.
«Quando ho studiato al Conservatorio di Bari - racconta ancora Minafra - mi sono iscritto ad Arrangiamento e composizione, e non Piano jazz, per scansarlo. Ma poi - aggiunge - ho scoperto che il corso di Piano jazz era obbligatorio. Ebbene, nelle lezioni di armonia jazz Davide mi conquistò subito: spiegava e, forse, si divertiva a fare il ripasso egli stesso mentre faceva lezione, e le sue spiegazioni erano degli ingranaggi. A Piano jazz, invece, dovendo frequentare le sue lezioni, ricordo di essere stato spesso critico. Lui passava molto tempo sui pianisti del passato - ricorda Minafra -, io bramavo nuove soluzioni anche miscelando generi».
Questo conflitto, apparentemente irrisolvibile, «questa relazione di pregiudizio - come la descrive Minafra - si sciolse un giorno nel quale, prendendomi da parte mi disse: "Livio, tu hai una tua strada. Anche se questa non è la tua, impara a fare una cosa che non sai fare e poi giudicherai tu se ti serve. Ma non rifiutarla a priori". Questa frase - rivela l'ex allievo di Santorsola - spezzò in me un cristallo. Mi convinse. Ho imparato da lui, proprio come la sua Trani sul mare, che l'armonia sul pianoforte è un mare aperto di possibilità. Il mio istinto non aveva più, così, una possibilità, ma tante. L'istinto, infatti, per fisiologia primordiale, tende all'abitudine: trova una soluzione e la conserva. Quegli studi sugli accordi di "All the things you are" li portai sui miei brani e, subito, mi accorsi che era diventata una marcia in più. La sua musica si era fatta liquida».
La serata è stata promossa dall'associazione Obiettivo Trani, in collaborazione con il Club per l’Unesco di Trani, l’Università della terza età e l’associazione “TraniNostra”, con il patrocinio del Comune. Si è trattato della terza edizione del concerto dal titolo «Per Davide Santorsola».
(si ringrazia per il video Nicola Caputo)















