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Povia, l'Ursus e Trani: la famiglia propone di intitolargli un’area sportiva, «per i valori dello sport che ha saputo trasmettere»

“Due giornate all'insegna del calcio che fu”: così uno striscione ricordava il profilo presidenziale di Vincenzo Povia, storico presidente dell'Ursus Trani, scomparso un anno fa, che ha dedicato più di cinquant'anni al calcio tranese e dilettantistico pugliese.

A commemorarlo, generazioni di calciatori che hanno indossato i gloriosi galloni giallorossi. Il pubblico, nella cornice dello stadio comunale di Trani, ha rinunciato ai teli mare per per tuffarsi in un campo verde, per farsi raccontare una storia costernata di aneddoti simpatici, tutti con protagonisti l’Ursus e il suo presidente Vincenzo Povia.

Tanti colori in campo, oltre al giallo ed al rosso, i colori che hanno accompagnato su tutti i campi pugliesi le innumerevoli formazioni dell'Ursus. L'azzurro, colore della nostra città, che il presidente ha amato non trascurando mai le altre realtà sportive, prima su tutte la gloriosa polisportiva Trani. Il suo era amore vero nei confronti dello sport, mai autoreferenziale, neanche quando l'Ursus divenne, prima dell'avvento della Fortis Trani, prima squadra della nostra città. Il bianco, il colore della purezza, indossato da dai due piccoli bambini, Nathan e Jacopo, eredi dell'ultima generazione di nipoti del presidentissimo. Insieme a loro, tanti piccoli bambini, figli di tanti giocatori dell'Ursus, c’è la speranza di riportare quei valori sportivi di cui Povia è stato fervente catalizzatore.

Il memorial dedicato a Povia ha avuto inizio sabato 27 maggio al centro sportivo "La testa nel pallone" con un torneo organizzato dall’ASD Soccer Trani con le categorie sportive di pulcini ed esordienti di varie società calcistiche: Asd soccer Trani, Vigor Trani, Don Uva calcio 1972, Golden Boys Margherita di Savoia, Diaz Bisceglie, Ansi Carica spirito Santo Trani, Kinesis mdp Trani, Borgovilla Barletta, Real Bisceglie. I ragazzi hanno ben rappresentato lo spirito del torneo calandosi in una realtà di sano agonismo e spiccando per valori quali rispetto, integrazione, responsabilità, passione.

È da questi punti cardine che è iniziata la partita celebrativa dei cinquant'anni di Ursus che ha visto tante vecchie glorie, qualcuno ancora in attività, e altri che non hanno fatto mancare colpi degni del manto che calpestavano. Ricordiamo alcuni nomi: in primis, i mister Giulio Baratta, Michele Scandamarro, Michele Terrone,  Franco Cuocci e il mitico Gino Procacci; i giocatori storici Davide Stella e Gianni Dileo, i fratelli Dascoli e Valerio di Gregorio, Mauro Mannatrizio, Michele Rende, Nando Terrone e tanti che hanno onorato la giornata.

Commoventi le parole del presidente del comitato locale della Figc Nino Losito che ha ricordato le pregevoli qualità sportive di Povia donando alla famiglia il gagliardetto di fondazione del 1954. Altrettanto intensa la testimonianza di Don Mimmo De Toma che ha conosciuto la persona di Vincenzo Povia e ne ha tratteggiato un profilo di un uomo legato alla crescita e all'educazione dei ragazzi anche e soprattutto di quelli più disagiati.

A tutti va il ringraziamento della famiglia, che ha lanciato la proposta di intitolazione di un'area sportiva a lui dedicata, non per autocelebrazione ma per testimonianza dei suoi valori sportivi alle nuove generazioni. Un ringraziamento particolare va alle istituzioni ai consiglieri Patrizia Cormio e Diego Di Tondo e all'assessore Michele di Gregorio, alla ASD soccer Trani, all’Apulia Trani; alla Vigor Trani per la concessione dello stadio; a tutti coloro che hanno reso possibile questo momento di storia del calcio.

E se è vero, come dicevano i latini, “historia magistra vitae” questo ci serva per capire che anche dallo sport si può crescere e diventare uomini migliori.

Michele Angarano (nipote di Vincenzo Povia)

(Foto tratte dalla pagina Facebook “Il calcio in una storia – l’Ursus racconta Vincenzo Povia”)


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