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Saggi terminati e suolo ceduto al Comune di Trani: via libera alla costruzione del nuovo complesso alberghiero di Colonna

Il complesso residenziale alberghiero che sorgerà in piazza Marinai d'Italia, a pochi passi dal mare, per alcuni troppo pochi a dispetto delle regolari autorizzazioni rilasciate, lascerà al Comune di Trani una piazza dell'estensione di 1706 metri quadrati. È quanto ha determinato il dirigente facente funzioni dell'Area urbanistica, Francesco Patruno, con riferimento alla pratica edilizia relativa al Piano urbanistico esecutivo in località Colonna, proposto dalla società Besa, di Minervino Murge.

Il legale rappresentante, Michele Bevilacqua, ha presentato la domanda per l'approvazione dello studio di fattibilità per la realizzazione di due fabbricati a destinazione alberghiera, locali commerciali, box auto e sistemazione a verde attrezzato dell'area da cedersi. Il Pue è stato definitivamente approvato il 10 giugno 2015, con deliberazione del Commissario ad acta pubblicata sul Bollettino regionale. Dopo quel provvedimento la società ha frazionato il suolo di proprietà, identificando le aree di propria competenza e quelle da cedersi al Comune. Palazzo di Città ha accettato la cessione contemporaneamente alla sottoscrizione della convenzione con la società, e dando atto che non sussistono circostanze che determinino conflitti di interessi e necessitino dell'astensione dal relativo provvedimento.

Il provvedimento della figura apicale dell'Ufficio tecnico lascia comprendere che i saggi archeologici effettuati nel terreno dal 19 aprile 2016 abbiano sortito esito negativo e, pertanto la società può tranquillamente procedere all'edificazione di quanto previsto nel progetto. La Soprintendenza, per tutto questo tempo, ha svolto accertamento circa l'assenza di significativi reperti archeologici che, qualora fossero affiorati, avrebbero determinato l'inevitabile stop al programma dei lavori e necessitato di immediati interventi utili al recupero, tutela e conservazione degli eventuali ritrovamenti. Per quanto è dato conoscere, ci si sarebbe trovati in presenza di poco significative stratificazioni che testimonierebbero presenze, ma con pochissimi tratti distintivi perché lo stato dei luoghi sarebbe particolarmente compromesso.

Non è mancato neanche il ricorso di un residente della zona al Presidente della Repubblica, ipotizzando violazioni a vario titolo in materia di Valutazione ambientale strategica, Codice dei beni culturali e del paesaggio, Piano paesaggistico territoriale della Puglia, Piano urbanistico generale di Trani, buon andamento della pubblica amministrazione, diritto di proprietà. In particolare, il ricorrente faceva sapere di essere comproprietario e residente in una villa confinante con la proprietà della contro interessata, la cui attività edificatoria sulla stessa area determinerebbe «un grave vulnus al diritto di veduta verso il mare ed al pregio stesso della villa».

Sostanzialmente il progetto prevede l'estensione delle palazzine del complesso, attraverso quasi l'intera area disponibile, su piano rialzato e primo piano. L’iter procedurale era nato nel 2010, quando la società murgiana proponeva al Comune di Trani lo studio di fattibilità del Piano urbanistico esecutivo su quella zona, ubicata tra via Po, viale De Gemmis e piazza Marinai d'Italia. A causa dell’inadempienza dell’organo elettivo, subentrava d’ufficio, come già accaduto in passato per numerose lottizzazioni, la figura del commissario ad acta, Emanuele Moretti, che il 10 giugno 2015, approvava il progetto acquisendo, progressivamente, i pareri favorevoli di Arpa, Soprintendenza, Ministero dei Beni culturali, Autorità idrica pugliese, Servizio reti e infrastrutture per la mobilità regionale, Ufficio sismico e geologico, Soprintendenza archeologica di Taranto, Servizio tutela delle acque regionali. 


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