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Biblioteche e musei integrati in un unico «sistema». E, intanto, Palazzo Beltrani è prossimo a riaprire

Libri e musei in un unico sistema integrato, per la promozione della cultura in città con importanti ricadute dal punto di vista turistico e, quindi, economico.

È questo lo spirito con cui la giunta comunale ha approvato un atto di indirizzo per definire le linee guida dell'attivazione del Sistema biblio-museale cittadino integrato, attraverso un confronto sia nelle sedi istituzionali, sia attraverso la consultazione di cittadini, imprese ed associazioni.

L'assessore alla cultura, Felice Di Lernia, nella redazione assunta come parte integrante del deliberato, parte dalla premessa secondo cui il recente rapporto 2016 "Io sono cultura" ha chiarito che il sistema culturale e creativo genera il 6 per cento della ricchezza prodotta in Italia, pari a 89,7 miliardi di euro. I due ambiti maggiormente capaci di attivare tale ciclo virtuoso sono il patrimonio artistico ed ambientale, nonché le industrie creative. «Il turismo è il principale beneficiario di questo volano - scrive Di Lernia - che investe società ed l'economia, specie laddove la presenza di un patrimonio storico ed una fiorente attività culturale costituiscono un fattore attrattivo tale da innescare processi che favoriscano il turismo culturale».

Non vi è dubbio che Trani abbia sempre fatto della cultura l'elemento costitutivo della sua identità. Da qui, secondo Di Lernia, nasce «la necessità di fare della cultura un veicolo di coesione sociale, strumento di conoscenza della specificità delle persone provenienti da altri luoghi. In questo senso, la dimensione culturale va percepita come parte costitutiva di una concezione complessiva dello sviluppo della città. In quest'ottica, l'avvio di un processo per la realizzazione di un distretto culturale di Trani rappresenta un elemento prioritario per una gestione del patrimonio artistico inserita nell'ambito di una strategia di sviluppo economico della città e territori annessi».

Il distretto culturale, secondo l'esecutivo, «deve mirare a legare, in un processo unitario di sviluppo, le risorse culturali ed ambientali, nonché le altre di carattere sociale ed economico, coinvolgendo l'intera comunità locale, così da avviare un percorso che valorizzi il patrimonio culturale, storico ed ambientale nelle sue diverse componenti. Inoltre - si legge ancora nel provvedimento -, è necessario mobilitare le risorse imprenditoriali locali nel processo di valorizzazione economica del patrimonio stesso, nonché rafforzare il senso di identità del territorio e della comunità».

Ma come potrebbe articolarsi il sistema biblio-museale a Trani? L'amministrazione comunale ipotizza una rete fondata, preliminarmente, su immobili di proprietà comunale: biblioteca Bovio; monastero di Colonna; Palazzo Beltrani; sinagoga Scolanova; palazzo Palmieri; parte di palazzo Vischi; casa natale di Giovanni Bovio; villa comunale; tempio di Giano; complesso ipogeico di Santa Geffa; tutti gli edifici di rilevanza storica ed architettonica attualmente in uso al Ministero della Giustizia, a partire da palazzo Torres.

La delibera richiama anche il castello svevo, il cui fossato è di proprietà del Comune, i beni della diocesi, le feste patronali e religiose, i beni dei soggetti privati come giardino Telesio e Villa Carcano, i palazzi del centro storico, le decine di masserie sparse nell'agro tranese, il Polo museale ed il Museo delle carrozze.  «Al patrimonio materiale si aggiunge - sottolinea di Lernia - anche uno immateriale, appartenente nella quasi totalità a soggetti privati e rappresentato da manifestazioni, festival e rassegne promosse da enti associativi e presidi culturali attivi da anni sul territorio». Fra questi, la giunta richiama I dialoghi di Trani, Il giullare ed il Trani film festival.  

«Quest'amministrazione comunale, sin dall'inizio - richiama il provvedimento -, ha voluto dare un'impostazione diversa ai rapporti tra Comune e soggetti vari, privilegiando l'approccio sinergico. In questa direzione vanno sia la stretta collaborazione con il Polo museale, nella realizzazione di alcune importanti iniziative turistiche e culturali, sia con la direzione del Castello: con entrambi, l'esecutivo prevede la firma di convenzioni che disciplineranno modalità e regole permanenti di collaborazione. La direzione intrapresa - scrive di Lernia - è portare a sistema le singole parti e meccanismi di un soggetto plurale, complesso ed articolato, che sino ad oggi hanno agito parallelamente più che interagire, che hanno saputo convivere pacificamente più che vivere insieme creativamente e programmare insieme sia il presente, sia il futuro».

In questo senso, ragionare in termini di distretto culturale «significa immaginare un sistema cittadino, biblio-museale ed architettonico, fortemente integrato e ad attrazione multipla, capace di ottimizzare le risorse, ottenere economie di scala e conseguire performance più ambiziose sia in termini di accesso a finanziamenti, sia di promozione del territorio, nonché capace di sviluppare una propria unica ed originale identità collettiva, traducibile in un'offerta complessiva di cultura e servizi».

Il Sistema biblio-museale cittadino integrato è stato inserito nel ocumento unitario di programmazione per il triennio 2017-2019.

Intanto, sembra quasi tutto pronto per la riapertura di Palazzo Beltrani, dopo i lunghi lavlri di reasturo ed implementazione da 900mila euro: da ieri è in rete un video che ne anticipa l'evento la cui data, peraltro, è ancora da comunicasi.

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