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Trani, Palazzo Carcano e quella strada murata: Andrea Moselli svela come «finisce» via Carlo d'Angiò

Negli ultimi giorni si è parlato molto di Palazzo Carcano, rinfreschiamoci la memoria.

Sul  finire degli anni ’90 venne rilevato dal Comune di Trani per allocare gli uffici giudiziari, l’acquisizione costò circa 1miliardo e 600 milioni di lire, a questo importo bisogna aggiungere la permuta della vecchia sede del Museo Diocesano in piazza Duomo, valutata all’epoca 400milioni di lire.

Nel 2004  iniziarono i lavori di restauro per l’importo di circa di 2.4 milioni di euro a cui vanno aggiunti  circa 1.2mln di euro per oneri relativi ai lavori e spese tecniche. I lavori subirono una battuta d’arresto a causa delle occupazioni abusive e dei ritrovamenti archeologici e, come se non bastasse, il Comune è stato condannato a pagare per la sospensione dei lavori circa 600mila euro.

Questa la storia di Palazzo Carcano, l’eterno incompiuto, ma non è finita.

Infatti, il plesso cela qualcosa di molto interessante.  Una strada curiosamente scomparsa. Il grande arco in pietra su via Beltrani, con il numero civico 10A,  non è un semplice locale al piano terra come saremmo portati a  credere ma un camminamento poi chiuso. La foto di proprietà dell’Archivio fotografico dell’Istituto Divino Zelo è molto chiara: al di sotto del fabbricato era presente un’arteria che collegava via Beltrani con Piazza Re Manfredi.

C’era la volontà al termine dei lavori di riaprire la strada ed, infatti, una parte è nuovamente accessibile, ma la situazione è molto grave.

Si è creato un vicolo cieco che termina con un vano accessibile da chiunque, tanto che è stato allestito un giaciglio di fortuna dove non mancano bottiglie di birra, scritte di ogni tipo e chissà cos’altro.  Non solo abbiamo a due passi dal Castello Svevo una strada semi-buia, in completo degrado, ma che alla fine ci sia questo vano alla mercé degli sbandati è troppo.  Mi chiedo questo ambiente è da considerarsi pubblico o privato?

Probabilmente la riapertura totale della strada sarà contestuale alla consegna del Palazzo, ma vista la situazione, non si potrebbe accelerare e renderla nuovamente fruibile?  Se la trafila risultasse lunga o problematica, bisognerebbe mettere in reale sicurezza il sito, a prescindere che  risulti pubblico o privato. Godiamo di varie figure preposte al centro storico, ma, scusatemi, non sono riuscito a capire, ad oggi, quali sono i risultati. Qui non si tratta di valorizzare il nucleo cittadino, ma di intervenire con attività di recupero di ordinaria amministrazione, il minimo indispensabile per garantire la sicurezza.

Si tratta dell’ennesimo pessimo biglietto da visita per i turisti, una  mancanza di rispetto per i residenti.

È semplicemente la constatazione del fatto che il nucleo antico è abbandonato.

Come dico sempre mediante l’hashtag #siamosolocustodi: per favore, iniziamo a lavorare insieme per preservare il nostro territorio.

Andrea Moselli (guida turistica)


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