Una selva di pali su una strada che è ancora un cantiere. La Trani-Andria diventa, anche, un groviglio di pubblicità, verosimilmente abusiva. E la Provincia di Barletta-Andria-Trani, che da una parte è preoccupata per l'ulteriore rallentamento dei lavori (che procedono sì, ma letteralmente a passo d'uomo), dall'altra si affanna per porre un argine all'assalto delle aziende di comunicazione pubblicitaria.
Nei giorni scorsi uno dei dipendenti della Bat, in qualità di responsabile dei lavori e, quindi, del cantiere, aveva intercettato un furgoncino bianco, con tre ragazzi intenti ad installare un impianto alle spalle di un'azienda lapidea. Il funzionario della Provincia intimava loro di rimuovere tutto e così gli operai facevano, intuendo che, diversamente sarebbero stati duramente sanzionati. Poche ore dopo, però, una volta andati tutti via, quei cartelli erano di nuovo in piedi.
Sulle targhette è riportata una fantomatica autorizzazione del Comune di Trani, circostanza che sembra fare il paio con alcune installazioni apparse recentemente nella stessa, soprattutto sul lungomare Cristoforo Colombo. Peraltro, anche in presenza di un'eventuale autorizzazione del Comune di Trani, la proprietà dell'area della Trani Andria è della provincia di Barletta-Andria-Trani e, di conseguenza, quei cartelli sarebbero stati comunque non autorizzati.
Ma c'è di più: non soltanto la Provinciale 1 è, tuttora, un cantiere, ma è una strada di nuova configurazione e pertanto ogni vecchia autorizzazione, anche della Provincia di Barletta-Andria-Trani, è decaduta. L'obiettivo della Bat, a questo punto, è convocare un tavolo tecnico con le forze dell'ordine per monitorare e, possibilmente, reprimere questo increscioso fenomeno, evidentemente in crescita, su una strada ancora in fase di completamento.
È pur vero che molte aziende hanno denunciato, a loro volta, problemi di visibilità da quando ci sono le complanari ed alcune di esse hanno dovuto addirittura spostare gli ingressi proprio in virtù della nuova viabilità. A fronte di questo disagio, va anche detto che il fenomeno sta determinando anche scelte diverse. a fronte di aziende spregiudicate, altre agiscono con prudenza, per il momento rinunciando a qualsiasi tipo di contratto pubblicitario con le imprese della cartellonistica, ben comprendendo che, in questo momento, significherebbe dare fondo a risorse per un investimento da considerarsi sostanzialmente a vuoto, con il rischio di vedere il proprio cartello rimosso nel giro di qualche giorno, se non poche ore.
Peraltro, è altrettanto indiscutibile che molti pali e cartelloni, oltre che in totale assenza di autorizzazione e di un regolamento, sono stati installati imprudentemente in punti molto pericolosi e sarebbero anche instabili per effetto del vento ed altre criticità atmosferiche, ponendo dunque la sicurezza della circolazione e la pubblica incolumità.




