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«Italia navigando», addio per sempre: il Comune estingue il conto «Marina di Trani» e si riprende 25mila euro

Un'apparentemente banale chiusura di un conto corrente bancario nasconde, dopo undici anni e mezzo, la fine di un progetto che pareva, invece al centro della missione del sindaco Pinuccio Tarantini. È quello del rilancio del porto, che sarebbe dovuto avvenire attraverso la collaborazione tra il Comune e la società Italia navigando. Il consiglio comunale, nell'ormai lontano 21 dicembre 2005, approvava lo schema di convenzione fra le parti per individuare e regolare i reciproci rapporti e lo sviluppo delle specifiche iniziative inerenti l'ambito portuale.

Il sindaco veniva autorizzato ad intervenire, in nome e per conto del Comune, per la stipula del protocollo d'intesa. Lo stesso prevedeva la costituzione di una società di scopo, denominata «Marina di Trani», che definiva le modalità di partecipazione del Comune di Trani al capitale sociale, stabilendolo nella misura di 24.500 euro, pari al 49 per cento del capitale sociale complessivo,che fu fissato in 50.000 euro.

Il 20 marzo 2006 il dirigente del settore assumeva l'impegno di spesa quale contributo di partecipazione alla società di scopo, e chiedeva alla filiale di Trani della Banca popolare di Bari, che funge da tesoreria comunale, l'accensione di un apposito conto corrente su cui versare il deposito provvisorio per la quota di partecipazione del Comune alla società. Il 20 giugno 2006 veniva effettuato il versamento ma, da quel momento, la società Marina di Trani non si sarebbe mai perfezionata. Le somme, invece, sono ancora depositate presso l'istituto di credito.

Il Comune ha ritenuto opportuno eseguire un'operazione di verifica della situazione, poiché quel conto non venisse qualificato come «rapporto dormiente» e, dunque, dichiarato estinto con conseguente perdita della somma. Pertanto, la giunta ha dato mandato al dirigente dell'Area finanziaria, Angelo Pedone, di procedere lui all'estinzione del conto, nelle more dell'adozione del Piano straordinario di razionalizzazione delle società partecipate, per la restituzione al Comune della somma depositata.

Italia navigando è una società per azioni ad intero capitale pubblico, partecipata dallo Stato e da Sviluppo Italia. Il porto, con l'adesione di Trani a quell’organismo, sarebbe entrato in una rete di scali marittimi nazionali ed internazionali che avrebbe permesso ai diportisti di conoscere sempre la disponibilità di attracchi, oltre a garantire loro servizi di qualità e sviluppare una serie di iniziative promozionali e turistiche. «Ma anche lo stesso porto - confidava Tarantini all'epoca-, ne guadagnerà in quantità e qualità, quindi siamo realmente in presenza di un’occasione unica di sviluppo, oltre a considerare l’indotto che ne deriverà».


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