«Nessun giallo su quanto accade in Stp. L'avvicendamento del Consiglio di amministrazione ci sarà perché quello in carica giunge a scadenza, ma, certamente, l'azienda è stata finora condotta secondo principi di legalità e trasparenza». Così il presidente della società, Roberto Gargiuolo, rispondendo a stretto giro di posta alle critiche mosse dal Partito democratico di Trani che, a detta del capo del Cda, «avrebbe potuto tranquillamente consultare il sindaco del Comune di Trani – scrive Gargiuolo -, che è un socio di Stp ed è a conoscenza dei fatti effettivamente accaduti».
Nel merito delle critiche mosse, in primo luogo il caso del direttore di esercizio: «L’organo amministrativo della Stp - spiega Gargiuolo - ha dovuto procedere, in via cautelativa e sulla base dei pareri resi dai legali aziendali, alla risoluzione del rapporto di lavoro del dottor Piazza, verificatasi la condizione di nullità del contratto. A quanto sopra si aggiunga, poi, il comportamento tenuto in azienda dal Piazza, in violazione dei canoni di diligenza, competenza e subordinazione. E “la visita della Guardia di Finanza nella Stp Bari” riguarda solo ed esclusivamente fatti personali del Piazza, e non la “mala gestio” di questa Amministrazione.
Invece, in merito all’assunzione della dottoressa Santeramo, Gargiuolo precisa che «alla stessa, già dipendente della nostra società da più di dieci anni, è stato conferito incarico di direttore amministrativo, a tempo determinato, in ragione della sua esperienza e professionalità indiscusse. La Santeramo, nell’esercizio delle sue funzioni, né sottoscrive accordi sindacali, né dirige trattative, è slegata dalle attività sinora poste in essere dalle organizzazioni tutte e, pertanto, non si configura alcuna conflittualità dei ruoli tra padre e figlia».
Infine, «la Stp è un soggetto in controllo pubblico - conclude Gargiuolo -, il che lascia presupporre che al vertice ci siano nomine politiche, ragion per cui sono fermamente convinto del fatto che il nuovo Cda non sarà "costituito da personalità slegate da logiche spartitorie e di appartenenza politica", così come diversamente si vuole far credere per ragioni di opportunità».

