La festa patronale si farà, ma sarà ridotta ai minimi termini: dei quattro spettacoli pirotecnici solitamente previsti, si effettuerà soltanto uno la domenica, alla conclusione della processione solenne con le reliquie del Santo Patrono. Allo stato, invece, non ci sono fondi per coprire i fuochi allo sbarco del sabato, né il secondo spettacolo pirotecnico della domenica, né quello al rientro del lunedì.
Anche le luminarie saranno del tutto assenti, e si limiteranno ad un arco colorato davanti alla chiesa di Santa Maria di Dionisio (popolarmente conosciuta come Santi Medici), che quest'anno ospiterà San Nicola Pellegrino per la venerazione dei fedeli, ed al porto nel luogo dello sbarco e del successivo imbarco dell'effigie del protettore della città.
Non ci saranno concerti musicali di alcun tipo, né bande itineranti: l'unico accompagnamento musicale delle formazioni bandistiche sarà al seguito delle processioni previste sabato, domenica e lunedì.
La festa sarà aperta venerdì 28 luglio dai rituali 21 a colpi a salve, ma in quella giornata non sono pianificate altre attività.
I fondi disponibili, davvero pochi, vengono da oblazioni di devoti ed alcune confraternite che hanno assicurato la presenza della banda nelle processioni del sabato e del lunedì. Per il resto il Comitato feste patronali è costretto a fare le nozze con i fichi secchi.
«La festa l'abbiamo in qualche modo salvata - dice il neopresidente, Nicola Fiore (nella foto insieme con l'altro componente del comitato, Giuseppe Basso) -, ma siamo amareggiati perché questo San Nicola sarà quasi del tutto svuotato di contenuti. Rendere monca una tradizione consolidata significa privare la città della sua identità. Purtroppo l'amministrazione comunale avrebbe potuto e dovuto fare di più, ma, per quest'anno, si è limitata soltanto a coprirci i debiti del 2016 (30mila euro, come recentemente riferito, ndr) con un generico impegno a finanziare, nel 2018, questa festa e la prossima. I cittadini, però, queste cose non le sanno e, quando si renderanno conto delle gravi mutilazioni del programma, questo San Nicola sarà ricordato come il più povero della storia della città».


