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Daneco verso il fallimento, Amiu rischia di perdere oltre 3 milioni. Cinquepalmi (Trani a capo): «Il bilancio è già falsato»

Si apprende, dal sito ufficiale del Tribunale di Roma, che la Daneco Impianti s.p.a. è stata posta in concordato con riserva. La Daneco è debitrice verso l’Amiu dell’importo di € 3.200.000,00 circa. Il concordato salva, per il momento, la Daneco dal fallimento. A richiedere il fallimento della Daneco è stata proprio l’Amiu. Tutto ciò premesso, si può dire che il credito dell’Amiu verso la Daneco sia inesigibile o di difficile esigibilità?

Sembrerebbe proprio di sì considerato che nella gran parte dei casi il concordato è l’anticamera del fallimento. In ogni caso, difficilmente il credito potrà essere salvato da una pesante falcidia. Ci si chiede, pertanto, perché l’importo di euro 3.200.000,00 sia stato inserito nel bilancio dell’Amiu tra i crediti verso clienti interamente esigibili e non sia stato invece più correttamente svalutato al fine di fornire una rappresentazione più confacente della situazione economico - patrimoniale e finanziaria della società.

La risposta è semplicissima. Solo mantenendo nel bilancio quella posta attiva (di fatto inesigibile) l’Amiu ha potuto dichiarare un utile “sulla carta” al 31/12/2016 pari ad euro 852.800,00. Di cui 508 mila per interessi di mora maturati in base ad atti transattivi sottoscritti nel 2016, per i quali non è dato sapere né con chi siano stati sottoscritti tali transazioni, né se tali interessi siano stati effettivamente incassati. E se tra questi ci fosse ancora la Daneco?  Appare evidente che, se Amiu avesse svalutato il credito verso la Daneco (come avrebbe dovuto fare alla luce degli eventi successivi sopra esposti) il bilancio avrebbe riportato una rilevante perdita addirittura pari ad oltre euro 2 milioni.

Con ogni conseguenza di legge in caso di perdite così rilevanti. È facile comprendere che la questione non è di natura puramente contabile. I soldi dovuti dalla Daneco non saranno mai riscossi e questo significa che l’Amiu continuerà a “galleggiare” solo grazie ad escamotage puramente contabili ma senza una vera solidità patrimoniale. È facile capire perché la società non abbia la forza per far decollare tutti quei progetti che si auspicano da tempo (come la raccolta differenziata) ma anche perché non venga fornito un servizio adeguato alla vocazione turistica della nostra città.

Io non so se portare in bilancio un credito inesigibile sia corretto oppure no (ho una opinione ma la tengo in serbo, invito gli addetti ai lavori ad esaminare la recentissima sentenza Cass. Penale n. 29885 del 15/6/2017).

Posso dire che tutte queste rappresentazioni illusorie provenienti dalla Pubblica Amministrazione e dalle sue partecipate non consentiranno mai il decollo della Città perché alla fine le situazioni vengono a galla ed alimentano tutti i dubbi e perplessità che da sempre manifestiamo nelle Sedi Istituzionali competenti.

Un cambio di passo sarebbe veramente utile mentre continuare a dire cose non vere non aiuta affatto.

Maria Grazia Cinquepalmi – Trani a capo

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