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Da piazza Gradenigo al Jobel: i rifugiati a Trani battono a calcetto politici e giornalisti. Ed oggi, via al Giullare

«Siamo felici di giocare su questo campo, per noi è come un sogno». Così uno dei ragazzi ospiti del centro di accoglienza gestito dalle Suore vincenziane, in via Mario Pagano, a pochi minuti dall'inizio di «Un calcio oltre la barriera», la manifestazione sportiva inserita negli eventi collaterali del Giullare, il festival nazionale del teatro «contro tutte le barriere» che si apre oggi, lunedì 17 luglio, al centro Jobel, in via Di Vittorio, e proseguirà fino a domenica prossima.

Nel quadrangolare di calcetto andato in scena sul sintetico del «Gino Angarano», all'interno della stessa struttura, la formazione costituita da rifugiati riconducibili all'associazione Migrantes liberi, guidata da don Geremia Acri, ha vinto il quadrangolare che vedeva impegnate, inoltre, le seguenti compagini: Nazionale delle persone con problemi di salute mentale; Gargano 2000, di Giovinazzo, composta di ragazzi con sindrome di Down; squadra mista formata da rappresentanti delle istituzioni e giornalisti locali.

I migranti hanno battuto in semifinale per 3-0 la Nazionale dei ragazzi con disagio mentale, mentre gli amministratori e giornalisti si sono imposti 3-2 sulla Gargano 2000. Nella finale i ragazzi nordafricani hanno piegato in rimonta 3-1 i politici e cronisti, che pure erano passati in vantaggio con un gol, rimasto della bandiera, del nostro direttore Nico Aurora. Insieme con lui sono scesi in campo Massimo Pillera (Teletrani), l'assessore all'ambiente, Michele di Gregorio, ed i consiglieri comunali Pietro Lovecchio, Diego di Tondo e Luigi Cirillo.

Facevano idealmente parte della squadra il dottor Carlo Avantario, consigliere comunale e «medico sociale», e Marina Nenna, consigliera del Pd che ha confessato che sarebbe volentieri scesa in campo se, solo, si fosse procurata per tempo l'attrezzatura sportiva per dare anche lei un contributo alla causa. La manifestazione è stata intervallata da esibizioni musicali e di arti marziali, a cura di associazioni del territorio, e si è avvalsa dell'assistenza degli Operatori emergenza radio e della collaborazione di Marluna service.

Il torneo ha messo in risalto la semplicità dei ragazzi da oltre un anno ospiti della città. Loro, appena possono, giocano a calcetto sul fondo disastrato di piazza Gradenigo, prossima alla loro residenza, la cui pavimentazione da tempo versa in uno stato di profondo degrado e rappresenta un grave pericolo per la pubblica​ incolumità​. Per questo, su un tappeto verde, hanno dato il meglio di sé alternando lezioni di calcio con altre di vita.

Infatti, dopo avere sperato a di incontrarli nel loro centro per un'intervista, il destino ha voluto che i giornalisti li ritrovassero avversari su un rettangolo verde. Forti, leali e, soprattutto, sempre sorridenti, si è scoperto in loro il vero volto dell'accoglienza di una Trani che non lascia indietro alcuno. E perdere a calcetto contro chi si è rifugiato qui per battere ben altro avversario, che si chiama disperazione, è un onore e resterà un'indimenticabile esperienza di vita.

Questa sera intanto, alle 21, sempre al Jobel, via al festival teatrale con «Il regalo rotto», proposto da una compagnia di Caserta. Nei giorni successivi, in scena formazioni di Rovereto, Osimo, Anversa degli Abruzzi e Reggio Calabria precedute, come sempre, da un'anteprima. Il tutto si concluderà il 23 luglio, con la serata finale di premiazione. 

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