In un altro dei contenziosi aperti in merito agli oneri non versati, o parzialmente versati nel contratto di quartiere Sant'Angelo, quello tra Comune di Trani e le imprese Manna e Comercoop potrebbe risolversi con la stipula di un atto di dilazione.
Infatti, il costruttore ha manifestato la disponibilità a riconoscere all'ente le pendenze dovute, evitando di instaurare un giudizio che appesantirebbe ulteriormente il contenzioso in atto da tempo.
Il Tar Puglia a seguito del ricorso proposta dall'avvocato Emilio Toma, del Foro di Bari, il 14 luglio 2016 emetteva decreto ingiuntivo notificando al soggetto attuatore il pagamento, in favore del Comune di Trani, della somma di 1.161.000 euro, oltre interessi legali, spese e competenze del procedimento. Il costruttore si opponeva a mezzo del proprio legale, l'avvocato Felice Eugenio Lorusso, con un ricorso del 10 ottobre 2016. Il 3 marzo 2017 il segretario generale conferiva l'avvocato Toma l'incarico per la costituzione in giudizio, dinanzi al Tar, alle opposizioni formulate al decreto ingiuntivo. Il Tar Puglia respingeva le opposizioni e confermava il decreto ingiuntivo in favore del Comune di Trani.
A fronte della mancata esecuzione della sentenza, il Comune di Trani aveva recentemente prodotto un atto di precetto nei confronti dell'impresa Manna, per aggredire alcuni immobili realizzati attraverso una procedura di esecuzione forzata. Peraltro l'avvocato cui era stato affidato l'incarico, Adele Petti, di Foggia, ha poi rinunciato allo stesso.
Infatti, ha ritenuto «assolutamente sbilanciato il rapporto tra le prestazioni così come disciplinate, che impongono di anticipare ingenti somme per l'azionamento ed il completamento della procedura esecutiva immobiliare, a fronte di un impegno da parte dell'ente che, allo stato, non trova neppure conferma in un regolare impegno di spesa». Le perplessità sollevate sono state risolte in sede di colloquio con lo stesso avvocato e, di conseguenza, l'affidamento dell'incarico è stato ufficialmente revocato.
A maggior ragione, quanto accaduto sembra aprire la strada ad un accordo bonario tra le parti, che richiamerebbe quanto già accaduto tra Comune di Trani ed un altro soggetto attuatore, imprese Graziano e Gramc. Allo stesso modo, anche con Manna, si andrebbe verso un accordo per il pagamento delle somme dovute in due anni, ponendo a garanzie alcuni immobili realizzati dalla stessa impresa durante le sue edificazioni.

