In una città nella quale si fa sempre più fatica a rispettare le regole, anche la tradizionale sirena di richiamo della villa comunale sembra abbia perso il suo effetto. E così ieri sera, nonostante abbia regolarmente suonato intorno alla mezzanotte, in tanti sono rimasti all'interno dei giardini, non curandosi del fatto che quel suono, da sempre invita i frequentatori del luogo a lasciarlo perché, da lì a poco, i cancelli si chiudono.
Risultato, almeno trenta persone sono rimaste all'interno della villa ed il guardiano, nel frattempo, era andato via, Si è così formato un anomalo assembramento di persone, perfettamente divise tra chi era fuori e chi era rimasto dentro.
Intanto, qualcuno riusciva a rimettersi in contatto con lo stesso guardiano che, soltanto mezz'ora dopo, ritornava e riapriva i cancelli: qualcuno, nel frattempo, aveva scavalcato a proprio rischio e pericolo, altri hanno atteso e si sono giustificati affermando di non avere udito la sirena.
E torna alla mente il calciatore che scatta sul filo dell'offside e segna un gol a gioco fermo, gesticolando poi verso l'arbitro alla stessa maniera: «Non ho sentito». In realtà, tra un fischio dell'arbitro in uno stadio pieno e la sirena potente di una villa comunale sostanzialmente silenziosa, una «piccola» differenza c'è e, forse, si chiama «Trani», la città in cui tutto si crede sia permesso.




