«Per avere saputo integrare, emozionarsi ed emozionare, coinvolgendo tutti con sapiente capacità nell'utilizzo di componenti artistiche ed equilibrata interazione tra i vari linguaggi comunicativi». Questa la motivazione con cui la giuria della nona edizione del Giullare, il «Festival nazionale del teatro contro tutte le barriere», ha assegnato la vittoria a «Le navi di Lazzaro», messa in scena dalla Piccola opera Papa Giovanni, di Reggio Calabria. Lo spettacolo, diretto da Santo Nicito e rappresentato sabato da almeno quaranta attori in scena, in una perfetta integrazione fra migrazione e disabilità, gestualità e comunicatività, ha fatto il pieno di riconoscimenti ottenendo anche il premio del pubblico ed il premio «Emozione».
Secondo classificato «Despresso», proposto dall'associazione culturale Collettivo Clochart, di Rovereto. Storia di una persona con disagio e di una, apparentemente normale, ed invece fortemente depressa: in suo soccorso, e salvezza, giunge proprio il disabile, Alessandra Carraro, che ha vinto anche il premio come migliore attrice. Il premio per l'allestimento scenico è andato invece a «Orfeo e Euridice», rappresentato dall'associazione culturale «Il cantiere dei sogni», di Osimo. Geniale, infine, la provocazione della giuria: il premio di migliore attore a tutti i 17 attori de «I 4 giorni di Mercuzio», proposto dall'associazione culturale Imago, di Anversa degli Abruzzi, poiché, infatti, tutti interpretavano l'ideale personaggio di Mercuzio.
La giuria del festival era così composta: Beppe Sbrocchi (regista e direttore del Trani film festival); Maria Elena Germinario (regista e direttore artistico di Marluna teatro); Fabiola Diana (Comitato organizzatore I dialoghi Di Trani); Angela Musci (responsabile del Circolo dei lettori di Bisceglie); Giuseppe del Curatolo, in arte Gidicì, fumettista tranese affermato sull'intero territorio italiano.
Questi, dunque, i verdetti al termine della serata finale del Giullare 2017, un festival che non soltanto si conferma nella sua longevità, ma, soprattutto in quantità e qualità: Almeno 500 spettatori per serata, con punte di 1000 in settimana e 2000 per quanto riguarda quella finale nella quale, ospiti d'onore, sono state Nicoletta e Silvia, le due ballerine finaliste di Italia's got Talent. Ed ancora Antonio Genovese, allenatore in carrozzina del Napoli femminile, gli attori del film «Ho amici in paradiso» ed il duo acustico «Ululele».
Presentata dal duo artistico Marco e Chicco, la serata finale ha degnamente concluso un festival che, anche grazie alle valutazioni di una giuria mai come quest'anno bene assortita e qualificata, ha davvero rappresentato tutte le sfaccettature del «disagio che mette a disagio», ospitando compagnie da un capo all'altro dell'Italia e dando anche spazio, fra spettacoli collaterali ed anteprime agli spettacoli in concorso, massimo spazio alle sempre più vivaci e fiorenti realtà del territorio.
E nonostante l'assenza di finanziamenti pubblici, il Giullare anche quest'anno è riuscito a camminare con le proprie gambe, superando egli stesso un oggettivo disagio e mostrando quanto, anche le barriere della burocrazia, sia possibile superarle con la forza della passione di chi crede sempre più fortemente in un progetto vincente.












