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Villa comunale di Trani, parla uno dei cittadini "intrappolati": «Cancelli chiusi alle 23.55, per scelta del vigilante»

«I cancelli della villa comunale sono stati chiusi alle 23:55, vale a dire cinque minuti prima dell'orario previsto delle 24. Pertanto io, mia moglie ed altre cento persone, che pure eravamo a pochi passi dall'uscita, non siamo stati messi nelle condizioni oggettive di lasciare i giardini entro l'orario previsto per regolamento».

È questo il chiarimento che ci giunge da parte di un professionista che faceva parte del gruppo di persone rimaste all'interno della villa comunale l'altra sera, tra il suono della sirena, avvenuto alle 23:50, e la chiusura del cancello che, secondo quanto da lui riferito, sarebbe avvenuta soltanto cinque minuti dopo, senza attendere la mezzanotte e senza neanche un margine di tolleranza.

A serrare i cancelli sarebbe stato un dipendente della società di vigilanza, la cui vettura era già parcheggiata nei pressi dell'ingresso dei giardini. Secondo il racconto dello stesso cittadino, «io e mia moglie eravamo entrati in villa intorno alle 23:30 ed avevamo notato che il cancello d'ingresso presentava già un'anta chiusa e la seconda aperta. A maggior ragione, ci siamo presi cura di leggere quanto scritto sul cartello di ingresso rendendoci conto che, a luglio e agosto, i giardini sono aperti fino alle 24. Così siamo entrati e abbiamo fatto una breve passeggiata, senza neanche allontanarci più di tanto, sapendo che Avremmo avuto poco tempo a disposizione. Quando, alle 23:50, è suonata la sirena, eravamo a pochi passi dal monumento ai caduti, ma, da lì a poco abbiamo trovato la sorpresa del cancello già chiuso e nessuno fuori. In molti si chiedevano cosa fosse successo, qualcuno scherzava, altri si lamentavano. Mia moglie ha chiamato i carabinieri a mezzanotte e due minuti, e loro ci hanno risposto dire stare tutti tranquilli e che, essendo impegnati in un intervento, avrebbero provveduto a fare giungere sul posto qualcuno della vigilanza. Abbiamo dovuto attendere fino a mezzanotte e quaranta perché, la stessa persona che aveva chiuso il cancello, si ripresentasse sul posto per aprirlo. Da quello che abbiamo potuto udire, non sarebbe stata la prima volta e, probabilmente, già nel passato vi erano stati problemi e polemiche che avrebbero potuto determinare il comportamento risentito da parte del vigilante. Ma noi abbiamo assolutamente rispettato le regole e non ci sentiamo di essere dipinti quali irresponsabili. Per quanto ci riguarda - conclude - la storia può tranquillamente concludersi qui, anche se sarà nostra cura informarci meglio, presso la stessa sede dell'istituto, per comprendere le ragioni che possono avere spinto il loro dipendente a comportarsi in questa maniera».


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