La premiazione della seconda edizione del “Premio nazionale Giovanni Bovio” si terrà sabato 9 settembre alle 18 presso palazzo san Giorgio, a Trani. È quanto fanno sapere gli organizzatori, che già avevano annunciato che la premiazione sarebbe stata rinviata.
«Posizionata nel cuore di Trani – scrive Domenico Valente, ideatore del premio e curatore dello stesso insieme a Micaela Nichilo -, a due passi dalla stazione ferroviaria e a ridosso del porto turistico, la location scelta dagli organizzatori può vantare un servizio di alta qualità e un’organizzazione che ben si prestano alle esigenze di un premio che mira (perlomeno negli intenti degli organizzatori) a diventare un importante punto di riferimento per gli autori e gli artisti di tutto il territorio nazionale.
Lo scorso anno abbiamo avuto il privilegio di essere ospiti in una delle sale della biblioteca comunale Giovanni Bovio. Quest’anno, per una serie di circostanze che non sto qui ad elencare, sacrificando parte del budget che avremmo preferito utilizzare per assegnare dei premi aggiuntivi, abbiamo scelto quale luogo per la cerimonia di premiazione il prestigioso palazzo San Giorgio.
Sono tante le difficoltà che stiamo incontrando nello sviluppo del nostro progetto di promozione culturale. Iniziative come quelle intraprese dall’associazione Progetto Bovio richiedono tanto sacrificio ed impegno economico, ma, nonostante tutto, riusciremo a fare sempre meglio. Il pensiero e gli ideali promossi da Giovanni Bovio sono l’eredità che giunge fortunatamente a quanti di noi abbiano la buona volontà di interessarsene, e che attraverso l’associazione Progetto Bovio vogliamo assolutamente salvaguardare. Ci auguriamo di avere sempre più attenzione da parte della società civile e un continuo sostegno da quanti ammirano il nostro operato, lontano dalle logiche di partito o da una gravosa sudditanza politica.
E, in merito a quest’ultimo mio pensiero, nell’invitare quanti lo desiderano a partecipare alla cerimonia di premiazione del 9 settembre, non posso che riportare una citazione più che mai attuale di Giovanni Bovio: “…che il cittadino sia suddito e il lavoratore sia servo non è più tollerabile; ma le loro rivendicazioni prima di essere politiche e sociali, sono morali. La sudditanza politica e la servitù economica sono la immoralità de’ nostri tempi”».
