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Cantiere Andria-Bisceglie, protestano gli agricoltori del territorio di Trani: «Condotte soppresse, siamo in crisi»

«Faccio parte di una comunione di agricoltori (una cinquantina) che, a proprie spese, aveva fatto interrare, tempo or sono, lungo i propri terreni agricoli, una condotta idrica collegata al pozzo n.22 di proprietà della Regione». 

Così scrive un proprietario terriero che, insieme ad altri, si trova in difficoltà a causa della carenza d'acqua in cui versa una notevole moltitudine di campi agricoli, in agro di Trani, in seguito all'eliminazione di una parte delle condutture idriche (circa 1.100 metri) causata dai lavori di ampliamento della strada provinciale 13 Andria-Bisceglie.

«A riguardo, segnalo che la Regione Puglia, tramite l'Arif (Agenzia Regionale attività Irrigue e Forestali), gestisce la fornitura d'acqua per l'irrigazione di campi agricoli attraverso alcuni pozzi, collegati a condutture idriche. La stessa Agenzia non può, per carenza di fondi finanziari, ripristinare la suddetta conduttura andata distrutta. Abbiamo inviato anche una lettera al Ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, nella quale abbiamo riassunto gli episodi riguardo il caso specifico».

Nella lettera gli agricoltori, per voce di Vincenzo di Gregorio, scrivono: «Non si comprende perché mai, in questa fase di ampliamento stradale, vengono ricostruiti, qualche metro più indietro, i muretti di cinta abbattuti ma non la condotta idrica eliminata! Si tratta, in sostanza, di un tubo in materiale plastico del diametro di mm. 120, per una lunghezza di circa un chilometro o poco più. Le attuali nostre forze economiche, purtroppo, non ci consentono di effettuare nuovamente tutto l’impianto idrico andato rovinato e che collegava il pozzo n. 22 ai numerosi terreni agricoli sottostanti di circa 80 ettari. Per tale motivo, la produzione agricola dei suddetti poderi, verrebbe inesorabilmente, ad essere compromessa, a meno di un urgente intervento pubblico. Oltretutto ciò arreca un irreversibile danno ad una buona parte dell’economia locale e dello specifico settore. Attualmente siamo costretti ad irrigare i nostri campi per mezzo di autobotti privati, con grande dispendio finanziario e con l’incertezza del futuro raccolto. Non sappiamo, però, fino a quanto potremo sopportare il relativo onere finanziario, rimanendo aggrappati alla speranza di un prossimo quanto repentino cambiamento meteorologico».

«Le nostre proteste sono state riportate presso le locali istituzioni: Comune e Provincia, accordandoci il loro aiuto ed affidandoci alla burocrazia competente, la quale ha chiesto l'esborso di una notevolissima (per noi) somma per ripristinare a nostre spese la condotta d'acqua».

Del problema relativo alla siccità, che sta attanagliando tante regioni italiane, abbiamo scritto proprio ieri, pubblicando la nota di Coldiretti Puglia.


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