Cambia il laboratorio di analisi chimiche e, a sorpresa, emergono nuove ed impreviste criticità con riferimento all'inquinamento che la discarica sembra tuttora produrre nella falda acquifera.
Amiu, come aveva annunciato all'indomani dell'iscrizione nel registro degli indagati del responsabile del precedente centro di analisi chimiche, Gaetano Nuovo, per fatti peraltro non attinenti l'impianto di Trani, ha cambiato il laboratorio di analisi rivolgendosi alla Arace laboratori di San Severo, della dottoressa Ersilia Arace, iscritto all'albo regionale dei laboratori che effettuano analisi nell'ambito delle procedure di autocontrollo delle industrie alimentari.
Ebbene, il rapporto di prova più importante, quello relativo al pozzo spia P6v, nei pressi del quale si verificò la rottura della membrana della discarica da cui sarebbe fuoriuscito percolato determinandone la chiusura, ha accertato che, nonostante il metallo maggiormente sotto controllo, il manganese sia nei limiti di legge, i campioni risultati insoddisfacento sono quelli dei solfati e dell'azoto nitroso: i primi si presentano nella misura di 285 milligrammi per litro, contro i 250 previsti per legge; il secondo fa registrare 2,98 milligrammi per litro contro gli 0,15 massimi previsti per legge.
L'altro pozzo da sempre particolarmente sotto esame, anche e soprattutto da parte della Procura della Repubblica di Trani, che per lungo tempo ha tenuto sotto sequestro la discarica, è quello a monte denominato P2m. Ed anche qui, dopo che nelle ultime rilevazioni del laboratorio precedente i valori erano rientrati nei limiti, quello subentrante fa registrare un nuovo incremento del nichel, nella misura di 52,3 microgrammi per litro, contro i 20 previsti per legge. La tolleranza di 7,8 milligrammi per litro non aiuta certamente il parametro a rimanere entro i limiti di legge e, pertanto, si deve parlare di importante inquinamento.
Queste, e tutte le analisi effettuate presso gli altri pozzi, risalgono al 3 luglio scorso e portano la firma, oltre che della dottoressa Arace, anche del chimico Luigi Lorusso, dell'Ordine di Foggia. Numerosi sono i parametri non soddisfacenti anche con riferimento agli altri pozzi.
Il quadro che ne emerge, complessivamente, apre nuovi interrogativi sulle reali condizioni di sicurezza della discarica di Trani, in un periodo dell'anno in cui ci si sarebbe aspettati ben altri risultati dai rapporti di prova rilasciati.
