«La maggiore presenza di solfati all'interno delle acque prelevate dai pozzi al servizio della discarica di Trani è dovuta ad una maggiore salinità. Si tratta di un fenomeno sempre ricorrente durante l'estate, ed anche Arpa lo ha rivelato l'anno scorso di questi tempi». Così il sindaco, Amedeo Bottaro, commentando i recenti risultati delle analisi sullo stato di inquinamento, o meno, della falda acquifera provocato dalla discarica di Trani, chiusa ormai da tre anni.
Con il recente cambio del laboratorio di analisi si sono offerte nuove e più ricche informazioni, che hanno soprattutto mostrato, con riferimento al rapporto dello scorso 3 luglio, un nuovo e preoccupante incremento di alcuni valori inquinanti: in particolare i solfati, ma, anche, manganese (al pozzo P6v) e nichel (al P2m), che sono i luoghi maggiormente tenuti sotto controllo anche dalla Procura della Repubblica di Trani, che per lungo tempo aveva tenuto il sito sotto sequestro.
Dopo che la Gazzetta aveva pubblicato quei dati, fino a ieri gli ultimi disponibili sul sito di Amiu, sia l'azienda, sia il Comune di Trani, che ne è proprietario e socio unico, si sono precipitati a rilasciarne altri, rispettivamente del 19 luglio e 9 agosto. In entrambi, sia il manganese sia il nichel sono rientrati nei limiti, mentre invece continuano a verificarsi alcuni risultati non conformi sui solfati. «Ma questi - conferma l'assessore all'ambiente, Michele di Gregorio - risultano alterati perché, in questo periodo, gli agricoltori emungono sempre maggiore acqua dai pozzi, riducendone la quantità ed accrescendone la salinità. È, questo, pertanto, il motivo per cui, anche le analisi sulle acque dei pozzi al servizio della discarica risentono dello stesso risultato».
Di Gregorio, peraltro, non manca di ammettere che «non mancheremo di operare i dovuti approfondimenti con riferimento a manganese e nichel, ma bisogna avere anche l'onestà intellettuale di riconoscere che, se è vero che il laboratorio analisi è cambiato e, inizialmente, ha accertato nuove situazioni di criticità, adesso, con riferimento a quei due stessi parametri, la situazione è tornata nei limiti. Quindi, effettivamente - prosegue l'assessore -, il lavoro che si sta compiendo, di progressiva copertura, bonifica e messa in sicurezza della discarica, alla lunga pagherà. La copertura dei primi due lotti - riferisce di Gregorio - è ormai quasi del tutto terminata, poi procederemo all'occlusione del terzo. È evidente che possono esservi ancora delle fluttuazioni ma, ormai, il peggio ce lo siamo messi alle spalle e siamo convinti del fatto che le criticità si ridurranno in maniera inversamente proporzionale con l'aumento degli interventi di messa in sicurezza».
Per la cronaca, nelle analisi del 19 luglio, al pozzo P6V il manganese risulta nella misura di 53 microgrammi per litro, contro i 50 previsti per legge, ma l'incertezza di misura (che oscilla tra il più ed il meno 8 milligrammi per litro) lo fa rientrare formalmente nei limiti di legge. Per quanto riguarda il nichel, al pozzo di monte P2m, sempre 19 luglio, valori rassicuranti con 8,39 milligrammi per litro, contro i 20 previsti per legge. Nelle ultime analisi, rilasciate il 9 agosto, al P6v il manganese è tornato nei limiti con 48,1 microgrami per litro contro 50, mentre manca nel rapporto il P2m. Le analisi sono realizzate dalla Arace laboratori, di San Severo, della dottoressa Ersilia Arace, che li firma i rapporti insieme con il chimico del centro, Luigi Lorusso.
