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Darsena di Trani, previsti per il 2017 incassi pari a 400mila euro

Per l'anno in corso dovrebbero entrare nelle casse del Comune di Trani 400.000 euro quali introiti dall'attività della darsena comunale. Lo ha determinato il dirigente dell'Area lavori pubblici, Giovanni Didonna, accertando le entrate per proventi dagli approdi turistici dello scalo marittimo con riferimento al 2017.

Dal 1985 l'amministrazione comunale detiene due concessioni demaniali marittime nel porto di Trani e gestisce una darsena, con pontili galleggianti e banchine, con circa 300 posti barca per l'ormeggio di imbarcazioni da diporto. Il 18 dicembre 2015 la giunta approvava le nuove tariffe per l'anno 2016, apportando sostanziali riduzioni ed agevolazioni rispetto a quelle degli anni precedenti, in considerazione della crisi che attanaglia anche il settore della nautica da diporto, oltre ad una maggiore equità nel calcolo delle stesse.

L'Ufficio darsena sta tuttora applicando le tariffe di ormeggio dell'anno 2016, non avendo ancora amministrazione comunale approvato le nuove per il 2017, che in ogni caso dovrebbero rimanere invariate. La previsione è di rinnovare l'ormeggio di 240 utenti diportisti titolari di concessioni annuali, ed ancora 19 ormeggi stagionali e 300 imbarcazioni in transito. In considerazione di questi dati, l'incasso previsto è di 400.000, mentre quello pianificato per il 2016 era stato di poco superiore: per l'esattezza 440.000 euro. Allo stato non si conosce ancora il dato definitivo.

La darsena comunale, soprattutto negli ultimi mesi, è tornata a mostrare vitalità grazie al fatto di avere ospitato imbarcazioni di particolare pregio e lusso: in particolare Antonisa, dell'armatore Pasquale Natuzzi, e Chrimi III, terzo fabbricata dai cantieri navali Benetti e battente bandiera maltese, uno yacht di 40 metri e tre ponti che ha davvero fatto lustrare gli occhi a tutti coloro che sono passati dal porto fino a qualche giorno fa. Inoltre hanno fatto scalo in darsena un altro yacht di 21 metri, battente bandiera britannica, nonché quindici imbarcazioni dei diportisti di Assonautica, che continuano ad includere Trani nel loro viaggio in Adriatico con tanto di gemellaggio con la città.

Nel frattempo il Comune di Trani si è candidato ad un finanziamento per il dragaggio del porto, la sostituzione dei pontili ed altri lavori che riguardano l'implementazione dello scalo marittimo. La Giunta regionale ha previsto interventi per 48 milioni di euro e Trani, nella sua scheda di adesione alla manifestazione di interesse, punta a prendersene fino a 13. A quella somma si giunge considerando non soltanto il dragaggio del porto, la cui spesa è prevista in 3 milioni. Infatti, vi sono anche la ristrutturazione e potenziamento dell'impiantistica portuale, con sostituzione e integrazione dei pontili galleggianti, per la quale sono previsti altri 3 milioni, e l'integrazione di opere foranee di protezione, che richiederebbero 5 milioni.

La giunta comunale, approvando l'atto di indirizzo per dare mandato al dirigente dell'Area lavori pubblici di presentare il progetto da candidare a finanziamento, dà atto che «bisogna perseguire tutte le possibilità offerte dalla programmazione regionale nazionale e comunitaria, per l'acquisizione di risorse a sostegno dei programmi e realizzazione dei progetti scelti come prioritari. Per il bacino portuale di Trani è indispensabile un lavoro di dragaggio che consenta alla flotta peschereccia di navigare con tranquillità all'interno del porto, nonché alla darsena di ospitare barche di dimensioni maggiori».


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