Ha espresso un malessere sociale e il proprio disappunto nel modo più scomposto possibile, accusando di mafiosità coloro che fanno semplicemente il loro lavoro e, soprattutto, deturpando la facciata principale della cattedrale di Trani, l'ignoto – telecamere permettendo - autore di una frase scritta sulla pietra contro gli organizzatori di eventi.
Ad accorgersi delle scritte deliranti, il rettore della stessa cattedrale, don Nicola Maria Napolitano, profondamente dispiaciuto sia per il tenore delle accuse sia, soprattutto, per il fatto che quelle scritte sono arrivate a soli due mesi di distanza dalle ultime operazioni di pulitura della facciata del massimo tempio romanico pugliese sul mare, nell'attesa che anche il campanile sia liberato dalle impalcature dopo i lavori, quasi conclusi, di restauro conservativo.
Non è da escludere che le scritte siano rivolte all’episodio avvenuto la mattina del concerto di Francesco Renga quando, come hanno fatto sapere gli organizzatori stessi, «durante le operazioni di montaggio, un cedimento strutturale ha provocato il crollo della copertura del palco che, per fortuna, in quel momento era sollevato solo un paio di metri dal piano di calpestio e non aveva operai nel suo perimetro».
Tutto questo ha provocato una serie di ritardi. Infatti il concerto, che sarebbe dovuto iniziare alle 21.30, si è tenuto con un’ora di ritardo. Ma per fortuna nessun operaio si è fatto male.

