Qualche giorno fa ho percorso la breve superstrada Trani-Andria; opera progettata circa trent’anni fa e realizzata, per soli 4 chilometri, in un lungo lasso di tempo durato circa tre anni. Tralasciando ogni commento sulle solite dichiarazioni di circostanza rilasciate dalle autorità politiche dei due Comuni, della Provincia e della Regione con la benedizione del solito rappresentante ecclesiastico, ho constatato che il fondo stradale, che avrebbe dovuto essere piatto, presenta già tanti piccoli avvallamenti.
Sono certo, pur non essendo un esperto in opere edili, che tra non molto, a causa del notevole traffico anche di mezzi pesanti, la strada comincerà a sprofondare, cosi’ come è già successo per le complanari. Ho constatato anche che il guard-rail laterale è stato posizionato troppo in basso rispetto al piano stradale per cui, al primo rifacimento del manto stradale, dovrà essere smontato e posizionato ad una altezza maggiore per garantire maggior sicurezza ai veicoli in circolazione.
Se volete un esempio basta viaggiare sulla s.s. 16 bis dove è facile constatare come lo stesso problema si è verificato nel corso degli anni. Gli interventi innanzi descritti, comporteranno, naturalmente, un ulteriore esborso di denaro pubblico che sarà recuperato attraverso i soliti balzelli a carico dei cittadini. È inutile, a questo punto, affannarsi a cercare eventuali responsabili. La risposta si conosce già: è del terreno sul quale la strada è stata costruita e della mancanza di acciaio per via della crisi dell’Italsider di Taranto. Altro ci sarebbe da dire sui due rondò, oggetto già di incidenti, ma per ora ci fermiamo qui.
Pasquino

