«Sgomberare, senza se e senza ma, perché la situazione è diventata intollerabile, la legge lo prevede e va dato un chiaro segnale alla collettività». Così Tommaso Laurora, consigliere comunale del Partito democratico, forza di maggioranza relativa a Trani, uno dei primi a prendere posizione ufficialmente sullo stallo, ormai eccessivamente prolungato, legato all'occupazione della casa natale di Giovanni Bovio. Infatti, all' interno ed esterno della storica palazzina continua ad accadere di tutto, senza che si trovi una soluzione che ponga fine al progressivo degrado che si sta verificando.
Come è noto una famiglia occupa l'immobile di via Mario Pagano, in cui ebbe i natali l'illustre statista filosofo dallo scorso mese di febbraio, e recentemente se ne è aggiunta un'altra. Entrambe hanno figli minori a carico, e questo mette il Comune in enorme difficoltà sulla loro destinazione. Sembrerebbe di comprendere che nulla sia possibile fino a quando i piccoli non trovino un istituto o un tetto che li accolga in piena sicurezza, ma, secondo quanto riferisce il consigliere comunale del Pd, le cose non sarebbero proprio in questi termini.
Infatti, Laurora fa sapere che «il decreto legislativo 267, del 2000, concede al Sindaco la potestà di adottare ordinanze contingibili ed urgenti, volte a superare situazioni di grave pregiudizio per la fruibilità, incuria o degrado del patrimonio culturale, con particolare riferimento a fenomeni di abusivismo quale l'illecita occupazione di spazi e immobili pubblici. L'ordinanza - riferisce il consigliere - deve essere trasmessa ai servizi competenti, tra i quali il responsabile dei Servizi sociali. Questi, nel caso in questione, deve attivarsi per cercare una soluzione a tutela e salvaguardia, ove possibile, del nucleo familiare indigente e con particolare attenzione alla tutela dei minori coinvolti. Tuttavia, decorso infruttuosamente il termine perentorio indicato nell' ordinanza la Polizia Locale, con l'eventuale ausilio della forza pubblica, "deve" procedere allo sgombero coatto dell'immobile, anche senza preavviso».
In altre parole, a detta di Laurora, ci sarebbero tutti i presupposti di legge per liberare subito l'immobile senza attendere oltre, «anche perché non è giustificabile, né tollerabile, anche allorquando purtroppo l'amministrazione non sia nelle condizioni materiali di fornire una soluzione abitativa alternativa - prosegue il consigliere del Pd -, temporeggiare rispetto ad un comportamento illecito ed ingiusto di tale portata: infatti, il rischio concreto è di incoraggiare altrettanti comportamenti illegittimi. Bisogna prendere una posizione chiara e determinata. Il percorso è chiaro e definito, ed ora bisogna fare presto nell'interesse della nostra città. Ovviamente, ed a maggior ragione - precisa e conclude Laurora -, per gli stessi principi di equità, giustizia e tutela del patrimonio pubblico, fermezza e celerità dovranno essere adottate in tutte quelle situazioni in cui i titoli che abilitino all'occupazione di immobili pubblici siano decaduti».



