Mentre l'attuale bilancio parla di due vittime, numerosi feriti, alcuni dispersi ed una corsa contro il tempo per estrarre due bambini dalle macerie, il terremoto di Ischia richiama alla memoria il gemellaggio quasi completato fra Trani e quella città nel 2004.
Dopo le delibere approvate dai rispettivi consigli comunali si sarebbe dovuto procedere all'ultimo atto formale di intesa fra le due città, ma questo non si realizzò e, pertanto, il progetto si fermò sul più bello.
Eppure, di fatto, Trani e Ischia sono città affratellate soprattutto grazie al fatto che nell'isola, almeno con riferimento al 2004, ben 300 persone portavano il cognome Trani. L'origine della singolare circostanza risiede in una vicenda storica riportata alla luce l'anno precedente, nel 2003, dalla scrittrice tranese Francesca Sparno.
Presentando ad Ischia un suo lavoro (il romanzo “Un atto d’amore”), la scrittrice aveva notato la presenza assidua di cognomi “Trani” su insegne, portoni, palazzi. Ebbene, non si trattava di una semplice casualità. Da accurate ricerche è emerso che, su 1036 famiglie italiane denominate “Trani”, ben 300 si trovavano proprio ad Ischia.
All’origine di questa particolarità vi è il trasferimento, intorno al 1600, dei discendenti di antenati tranesi nel golfo di Napoli, dovuto essenzialmente a motivi di lavoro, per la pesca, per il commercio o per la coltivazione della vite. Questa colonia piuttosto nutrita di tranesi esportò a Ischia, non solo prodotti, ma anche il nome della città da cui provenivano, dando vita così ad una dinastia di “Trani” tuttora presente sull’isola.
Da qui nacque l’idea del gemellaggio, sotto l'egida del sindaco dell'epoca, Pinuccio Tarantini, e dell'assessore alla cultura di quella giunta, Nicola Quinto. Dall'altra parte, l'assessore Trani, neanche a farlo apposta, che poi si sarebbe candidato a sindaco in quella città.
Sebbene l'atto non si sia completato, oggi Trani potrebbe manifestare in qualche modo vicinanza alla popolazione dell'isola ed alle vittime del sisma: lo farà?




