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Dormitorio di Trani, oggi la benedizione. Pagato con i soldi della Chiesa, sarà gestito dall’associazione Promozione sociale e solidarietà

Mercoledì 30 agosto, a Trani, alle 18.00, presso il Centro della Caritas Diocesana “Don Giuseppe Rossi”, in Via Dalmazia 67, il Cardinale Francesco Monterisi, Arciprete emerito della Basilica Papale San Paolo fuori le Mura in Roma, benedirà il “dormitorio per persone senza fissa dimora” intitolato significativamente all’Arcivescovo Giovan Battista Pichierri.

Il dormitorio sorge presso “Il Centro Caritas Diocesana Don Giuseppe Rossi”, con ingresso in via Dalmazia 67, e occupa il seminterrato di questa grande opera che, da sempre, come da volontà del fondatore, il sacerdote tranese Don Giuseppe Rossi, è stato finalizzato alla solidarietà e all’assistenza dei poveri, dapprima per  il tramite della congregazione religiosa da lui fondata, le Suore Francescane Operaie del Sacro Cuore, e, successivamente, da queste ceduto alla diocesi, che lo ha trasformato nel summenzionato Centro Caritas, diretto da Don Raffaele Sarno.

Esso è sede della Caritas diocesana. Al  primo piano è già operativo un centro Caritas che accoglie minori non accompagnati, gestito dalla cooperativa Terre Solidali. Vi è un secondo piano per il quale si sta pensando ad altro tipologia di intervento caritativo.

La nuova opera si presenta con una serie di servizi, di cui i più importanti sono i seguenti: due ali con 4 box per ala per un totale di 8 box e 16 posti letto con relativi armadi e materassi ignifughi e suppellettili varie; ogni alla è fornita di bagni collettivi, uno spogliatoio arredato con panche e armadi metallici; 5 sono le docce e nella zona docce vi è uno spogliatoio con bagno per disabili; una camera con bagno e doccia per il personale di sorveglianza; zona reception; lavanderia con lavatrice e asciugatrice; naturalmente tutti gli spazi sono provvisti di ventilazione, impianto di riscaldamento e quanto necessario per la sicurezza. Isolando le ali del dormitorio, la struttura si presta anche per un  servizio diurno per docce e di lavanderia.

Le ragioni della intitolazione del dormitorio all’Arcivescovo Pichierri e della data della inaugurazione della struttura sono riassunte da Monsignor Giuseppe Pavone, Amministratore Diocesano: «L’Arcivescovo Pichierri ha sempre avuto l’idea di lasciare dei segni della carità anche come frutto del Giubileo della Misericordia. In occasione del 25° di episcopato (26 gennaio 2016) ha voluto fermamente che fosse dato incremento alla raccolta di fondi per la realizzazione a Trani  di un dormitorio Caritas per dare un tetto nelle ore notturne a persone senza fissa dimora, invitando clero, religiosi e fedeli  a devolvere alla causa del dormitorio, in particolare al suo arredamento, quanto avrebbero previsto in doni o altro da fare alla sua persona.

La struttura sarebbe stata benedetta dallo stesso Arcivescovo nei giorni successivi al 30 agosto, ma la repentina sua scomparsa ha reso opportuno che fosse benedetta nel giorno del suo trigesimo, nonché del suo anniversario di ordinazione sacerdotale, e che fosse a lui intitolata. Una targa ricorderà questo».

La necessità  di un dormitorio a Trani era presente già da molti anni come afferma Don Raffaele Sarno, Responsabile della Caritas diocesana: «Con il dormitorio della Caritas si realizza finalmente un progetto che da decenni era in cantiere presso il clero tranese. Il ritardo nella sua realizzazione era causato dalla difficoltà di trovare un luogo che soddisfacesse i requisiti necessari, per garantire una dignitosa accoglienza notturna. La svolta personalmente l’ho vissuta attraverso quella che posso definire una tempesta emotiva, provata nel Natale del 2015 quando, nell’arco di 24 ore si sono succeduti eventi per me significativi.

La sera della vigilia, presso la mensa per i poveri, ho partecipato alla cena natalizia che tradizionalmente ormai viene offerta in quella circostanza, oltre al pranzo giornaliero. In quell’occasione, uno degli ospiti anziani, mi si avvicinò, ringraziandomi per quanto quotidianamente offrivamo loro, ma ricordandomi che molti di loro dormivano in stazione, al freddo e che pertanto avevano soprattutto bisogno di un letto caldo. Provai vergogna, perché ero andato lì quasi a raccogliere l’encomio per il servizio offerto, ma venivo brutalmente messo di fronte ad una emergenza che ben conoscevo e che fino a quel momento avevo rimosso.

La mattina dopo, mentre mi preparavo ad andare in carcere per la celebrazione natalizia, venivo informato che questa non poteva svolgersi, perché poco prima un ragazzo, che  ben conoscevo, nella sua cella si era tolto la vita. Trascorsi il resto della mattinata nella casa circondariale, tra dialoghi con i familiari e i detenuti che si interrogavano su quanto era successo. La celebrazione natalizia vespertina di quell’anno più che un momento di gioia e speranza fu un’amara e dura riflessione sulla nostra ipocrisia e l’incapacità di accogliere il messaggio del Vangelo.

Fu proprio da quel momento che scaturì la determinazione a realizzare a tutti i costi un dormitorio per i poveri di Trani, mettendo in moto una serie di iniziative, fortemente sostenute dal nostro Arcivescovo, che hanno portato all’inaugurazione del 30 agosto».

Il dormitorio sarà coordinato dalla Caritas diocesana diretta da don Raffaele Sarno che se ne prenderà cura in collaborazione con  l'Associazione Onlus Promozione Sociale e Solidarietà al quale afferiscono vari servizi attivati presso il Centro Jobel di Trani, come  spiega  Don Mimmo De Toma, fondatore dello stesso Centro: «L’ente, di cui è presidente Marco Capurso, possiede i requisiti per la gestione del dormitorio e si assumerà i costi del funzionamento diurno e notturno della struttura. L'associazione conta di reperire le  risorse economiche necessarie dal 5 per mille di quanti vorranno destinarlo anche per questo utilissimo, servizio, oltre che da possibili donazioni».

Il costo dell’intera opera, tra ristrutturazione degli ambienti e arredamento, ammonta a circa 300.000 mila euro, spiega Monsignor Angelo Dipasquale, Economo diocesano: «L’iniziativa si inserisce in un programma straordinario della Chiesa italiana: creare dei servizi organizzati a favore del prossimo, per quelli che noi chiamiamo interventi caritativi. Si tratta, quindi, di fondi dell’otto per mille, di cui una fetta molto consistente viene destinata a questo tipo interventi di solidarietà e attenzione verso gli ultimi.

Il progetto del dormitorio Caritas è stato presentato alla CEI ed è stato finanziato per circa centocinquantamila euro, cioè il la metà del costo complessivo, che è stato utilizzato per la ristrutturazione degli ambienti. L’altra metà, come ormai è noto, utilizzata per acquistare gli arredi, è stata reperita in occasione del 25° dell’ordinazione episcopale dell’Arcivescovo e da varie donazioni da parte dei fedeli».


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