«Sulla discarica di Trani sappiamo ancora troppo poco. Lo stato di abbandono in cui è stata tenuta è sotto gli occhi di tutti, i lavori che si stanno facendo e i costi che si stanno sostenendo sono tutt'altro che chiari». Così il consigliere comunale indipendente di maggioranza, Anna Maria Barresi, soprattutto alla luce degli ultimi dati rilasciati da Amiu con riferimento alle analisi di campioni d'acqua prelevati dai pozzi al servizio della discarica.
Il nuovo laboratorio di analisi convenzionato, che ha sede a San Severo, ha rilasciato tre rapporti che esprimono dati contraddittori. Nel primo, del 3 luglio, alcuni valori erano risultati nuovamente al di sopra dei limiti di legge. Nel successivi, del 19 luglio e 9 agosto, la maggior parte di questi sono rientrati e l'amministrazione comunale ha cercato di porre in risalto soprattutto questo aspetto, ridimensionando la portata delle preoccupazioni sulla presenza oltre i limiti dei solfati, apparentemente legata ad una maggiore salinità dell'acqua di falda, abbondantemente emunta dagli agricoltori durante la stagione calda.
In ogni caso, la circostanza che ha visto un incremento dei valori in coincidenza con l'insediamento di un nuovo centro di analisi cliniche non è sfuggita e induce il consigliere comunale, sebbene organico alla coalizione di governo, ad osservare con estrema cautela quanto accade in quella discarica, chiusa ormai da tre anni: «A mio avviso - scrive Barresi - dall’attenta lettura delle analisi si evince chiaramente che gli inquinanti relativi alla discarica non stanno diminuendo ma, addirittura, aumentano anche rispetto a quanto affermato all'inizio dello scorso anno. E dopo il sequestro della discarica e durante la gestione dell’attuale Amministratore unico, avallata da un sindaco che, a volte, nega l’evidenza, la situazione della discarica non è affatto migliorata, bensì peggiorata». Barresi pare non fidarsi del fatto che «nel pozzo P2m la presenza di nickel, superiore ai limiti di legge, come per magia scompaia così come avviene per il manganese nel famoso pozzo P6V. Anzi - aggiunge -, in alcuni pozzi di valle alla discarica debutta anche il dibromoclorometano, vale a dire il biogas».
Il giudizio politico della consigliera sta nel fatto che «si sottace che la discarica è stata tenuta per due anni in uno stato di totale abbandono e, soltanto a seguito dell’ordinanza del sindaco di settembre 2016, abbiamo cominciato a sentire parlare di lavori di messa in sicurezza. Purtroppo, però - prosegue Barresi -, nessuno finora ha mai informato sia noi, consiglieri comunali, sia i cittadini, in modo chiaro ed inequivocabile, sul crono programma dei lavori effettuati e su ciò che dovrà essere effettuato per mettere in seria sicurezza la discarica. E, ancora oggi - aggiunge il consigliere -, nessuno ci fa conoscere in maniera chiara quali siano le reali procedure seguite ed i veri costi sostenuti e/o da sostenersi: sappiamo soltanto, dalla lettura dell’ordinanza, che si autorizza l’Amiu a prelevare i fondi attingendoli dal post-esercizio, come da me già denunciato lo scorso marzo. E così farò ancora - conclude Barresi -, nel rispetto del mio compito di consigliere comunale, che è quello di indirizzo e controllo, a tutela della collettività».

