Lo scorso mese di giugno è tornata a calare la produzione di rifiuti in città, e questo è il dato positivo. Quello negativo, però, è che è bruscamente diminuita anche la percentuale di raccolta differenziata: Trani, addirittura, è tornata sotto il 20 per cento, attestandosi al 19,38 (il peggiore risultato dell'anno, anche sotto il 19,96 di gennaio) e facendo registrare, nella prima metà del 2017, un'assolutamente insoddisfacente percentuale del 20,71 per cento.
L'unico dato confortante, si fa per dire, che si registra allo stato è il ritorno sotto il muro dei 2 milioni di chilogrammi di indifferenziata: a giugno, 1.930.000. Il totale tra differenziato e indifferenziato, invece, è 2.395.000. La produzione di rifiuti pro capite, di conseguenza, è calata dal 47,45 per cento di maggio al 44,75 di giugno, determinando nella misura del 43,77 per cento la media semestrale di rifiuti per persona.
Resta il fatto che, al giro di boa del 2017, Trani fa registrare la percentuale più bassa dell'anno di raccolta differenziata, con un imbarazzante gap rispetto agli altri comuni che da tempo, ormai, hanno raggiunto percentuali di tutto rispetto, anche oltre il 70 per cento.
A Trani, come è noto, la raccolta porta a porta si effettua in una zona centrale del territorio comunale, che riguarda non più di 2000 utenti. L'estensione del servizio a tutta la città sarebbe prevista, ma il condizionale più che mai è d'obbligo, a partire dal prossimo mese di novembre.
Molto dipenderà dalla data in cui il provvedimento passerà al vaglio del consiglio comunale.

