L'Area urbanistica dell'Ufficio tecnico comunale avrebbe bisogno di 44 unità lavorative, ed invece ve ne sono soltanto 21, con altre 2 in aspettativa. Il quadro è assolutamente insufficiente dal punto di vista numerico e, di conseguenza, dei servizi resi.
Con un numero di dipendenti pari alla metà di quelli previsti sulla carta, si fanno continui salti mortali ma è impossibile compiere miracoli. Basta scorgere le lunghe file di professionisti in coda all'Ufficio tecnico durante gli orari di ricevimento, ma anche i tempi con cui si definiscono i procedimenti amministrativi a qualsiasi titolo, dalle gare ai permessi di costruire passando le complesse attività demaniali, che forse sono la punta dell'iceberg dei cosiddetti «tempi lunghi».
Per la cronaca, fra le due unità lavorative in aspettativa vi è proprio il dirigente effettivo dell'Area urbanistica, Michele Stasi, assunto a tempo indeterminato nell'aprile 2014 con un bando di mobilità ma, allo stato, in organico presso un altro comune.
Dopo la sua partenza (ma si parla di un imminente ritorno nei ranghi), la carica è stata rilevata prima da Gianrodolfo Di Bari, poi da Vincenzo Turturro, anche loro andati via dopo neanche un anno di servizio a testa. L'architetto Francesco Patruno, dipendente dell'ente, sta pertanto reggendo l'ufficio ad interim.
Da qui la sua determinazione dirigenziale di ricorrere «ad ogni possibile forma flessibile di reclutamento, che consenta una minima ed idonea organizzazione per la funzionalità degli uffici - sottolinea l'architetto Patruno -, che necessitano di successive e tempestive modifiche».


