La raccolta differenziata in città è sempre più in picchiata. A documentarlo sono gli inoppugnabili dati rilasciati dal «Portale ambientale della Regione Puglia», che attestano che lo scorso mese di luglio Trani ha chiuso con una percentuale del 17,04 per cento, oltre due punti più bassa di quella di giugno (19,38), che già aveva fatto registrare un calo di un punto e mezzo percentuale rispetto a maggio (20,84). In particolare da febbraio, quando si era sfiorato il 22 per cento, a luglio, quando con gran fatica si rimane sopra il 17, Trani ha lasciato sul terreno cinque punti percentuali di rifiuti separati.
Peraltro, nel frattempo, la città ha esponenzialmente aumentato la produzione totale di rifiuti, che a luglio è tornata a sfiorare i 2 milioni e mezzo di chilogrammi e, per quanto riguarda il solo indifferenziato, ha nuovamente sfondato la quota psicologica dei 2 milioni, attestandosi a 2.070.000. Invece, i chilogrammi di raccolta differenziata sono 425.225, mentre a giugno erano stati 464.297 e, a maggio 529.000. In presenza di questo quadro, va da sé che la produzione pro capite di rifiuti tornata a salire a 46,43 kg mensili, contro i 44,75 del mese scorso.
Il risultato di luglio 2017 non rappresenta soltanto il minimo storico dell'anno in corso, ma è anche il peggiore dell'ultimo anno e mezzo, poiché nel 2016, sempre a luglio, si era chiuso al 17,69 per cento e in ogni caso, da quel momento in poi, la raccolta differenziata si era stabilmente attestata almeno dal 20 per cento in su, toccando anche punte vicino al 23, che sarà sempre un dato imbarazzante in confronto con altre realtà territoriali, ma in quel momento pareva rappresentare la spia di una tendenza al rialzo.

