«I sindacati, e più in generale i soggetti portatori di interessi collettivi, sono rimasti estranei alla programmazione del Piano di zona 2017-2019 nel nostro territorio. Fa eccezione la città di Andria, ma questo non è sufficiente per rischiarare un quadro complessivo assolutamente inadeguato». Ad affermarlo sono i segretari provinciali di Cgil, Cisl, e Uil, Giuseppe De Leonardis, Giuseppe Boccuzzi e Vincenzo Posa, che in una nota pongono in risalto come «la mancanza di una concertazione e condivisione rischi di ripercuotersi negativamente su servizi che riguardano l'infanzia e gli anziani, politiche contro violenza e dipendenze patologiche, abitative ed inclusive, mobilità sostenibile, contrasto alla povertà, tutela della disabilità».
Sul tavolo non vi è solo la nuova programmazione 2017-2019 ma, anche, la rendicontazione dei piani sociali di zona per il biennio 2014-2016, la cui scadenza è fissata per oggi, mercoledì 30 agosto. «Le amministrazioni di Barletta, Andria, Trani-Bisceglie, Canosa-Minervino-Spinazzola e San Ferdinando-Margherita di Savoia-Trinitapoli - fanno sapere isindacati -, si stanno adoperando per approvare la rendicontazione delle attività ed il nuovo ciclo di programmazione 2017-2019, ma tutto ciò sta avvenendo senza alcuna condivisione con le associazioni di cittadini, nonostante la legge preveda un percorso di "welfare condiviso" con le forze sociali degli ambiti territoriali».
Sempre secondo quanto riferisce la triade, «solo l’ambito di Andria ha convocato i sindacati confederali sull’argomento, ed in particolare in relazione alla rendicontazione finanziaria della terza annualità 2016. Pertanto - è la loro richiesta -, riteniamo di dover richiamare quei Comuni ed ambiti territoriali che non hanno ritenuto opportuno coinvolgere le forze sociali chiedendo un immediato confronto e l’intervento del servizio programmazione sociale e integrazione socio sanitaria della regione Puglia e Aress. L’auspicio è di recuperare il tempo perduto e ripartire da subito per la riprogrammazione del nuovo ciclo dei Piani di zona 2017-2019. La povertà, i disagi e le problematiche sociali non possono attendere – concludono Cgil, Cisl e Uil – ed è per questo che serve un impegno maggiore da parte di tutte le istituzioni tramite adeguate politiche di protezione sociale: non più solo sulla carta ma nei fatti».
