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Trigesimo del vescovo di Trani, dai documenti pastorali ecco il testamento spirituale di Mons. Pichierri

«Saluto tutti dicendo: arrivederci in Dio, che vedremo "faccia a faccia". Portami, Gesù, in Paradiso!». Queste le parole, quasi premonitrici, che monsignor Giovan Battista Pichierri scriveva «dalla sede di Trani», il 26 gennaio 2011, chiudendo uno dei suoi documenti pastorali dai quali è stato tratto, e distribuito ieri sera all'assemblea, il fascicolo contenente il testamento spirituale del presule in occasione del trigesimo della sua morte.

La pubblicazione, dal titolo «Il Risorto ogni giorno dell'anno cammina con noi, fino alla fine dei tempi, dicendoci: "Non abbiate paura"», ha rappresentato il segno tangibile della celebrazione che sempre ieri sera, nella basilica cattedrale, il cardinale Francesco Monterisi ha officiato a poco più di un mese di distanza dalla scomparsa del presule, avvenuta il 26 luglio 2017, ma in coincidenza con quello che sarebbe stato il 50mo anniversario di sacerdozio.

Giovan Battista Pichierri era nato a Sava il 12 febbraio 1943 e, nella pubblicazione dispensata ai fedeli, è lui stesso a parlare richiamando il suo «Itinerario di fede, speranza e carità a mo' di testamento spirituale». Ebbene, nel primo capitolo, intitolato «Dall'aurora ti ho cercato, mio Dio, che io veda la tua potenza e la tua gloria», tratto dalla Liturgia delle ore, il presule richiama la sua esperienza nel seminario minore di Oria e la già citata ordinazione presbiteriale, avvenuta proprio il 30 agosto di cinquant'anni fa, nel 1967, sempre nella cattedrale di Oria, per mano del vescovo Alberico Semeraro.

Nel secondo capitolo, intitolato «L'anima mia magnifica il Signore», tratto dal Vangelo di Luca, monsignor Pichierri ricostruisce il suo percorso, dalle primizie del ministero presbiteriale nel Seminario minore diocesano, ed in quello minore liceale regionale di Taranto, fino al 1977. E poi, la collaborazione con il vescovo nella pastorale diocesana dal 1978 al 1983. Quindi, dal 1983 al 1991, l'esperienza nella comunità parrocchiale della Santissima Trinità, a Manduria, di cui fu arciprete-parroco per otto anni. E proprio lì, «come fulmine a ciel sereno - scriveva - il 10 dicembre 1990 mi giunse la notizia che il Santo Padre, Giovanni Paolo II, mi nominava vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano. Accettai umilmente, con spirito di obbedienza, ispirandomi al "sì" di Maria di Nazareth».

Monsignor Pichierri fu nominato vescovo il 26 gennaio 1991, nella chiesa madre di Manduria, ed il 13 novembre 1999 fu trasferito all'Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, nella quale fece il suo ingresso il 26 gennaio 2011. «Il Signore - scriveva ancora Pichierri con riferimento alla sua esperienza a Trani -, sempre fedele nel mio amore, mi sta dando la gioia di vivere nella Sua persona di unico sommo, eterno sacerdote, questa Sua santa Chiesa».

Ed ancora, nel terzo e conclusivo capitolo, intitolato «Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola», sempre tratto da Luca, l'espressione della gratitudine «verso coloro che ho incontrato: genitori, familiari, parenti, amici, parroci, vescovi, educatori, presbiteri, diaconi, seminaristi, consacrati e consacrate, popolo di Dio. Da tutti ho ricevuto il dono della Tua presenza, Signore». Infine, la preghiera a Maria: «Mi affido a te, o Madre Assunta in cielo, ed a tutta la Chiesa gloriosa, supplicandoti soccorso nell'ora del mio trapasso. Amen».


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