Indagano Carabinieri e Polizia in merito alla morte di Nicola Montingelli, di 31 anni, di Trani, giunto cadavere ieri sera, intorno alle 22, al pronto soccorso dell'ospedale San Nicola Pellegrino, a seguito di un incidente motociclistico.
Ad accompagnare alle porte del presidio il centauro, ormai privo di vita, il conducente di una vettura che si è limitato ad accostare il veicolo alla camera calda e gridare aiuto, invocando soccorso in favore di un giovane ridotto in fin di vita dopo una caduta da moto. La vettura, però, sarebbe da lì a poco svanita nel nulla, mentre il corpo rimaneva adagiato nella camera calda.
A quanto si è appreso, l'uomo era da solo in moto e ne avrebbe perso il controllo in via Salvemini, nella zona nord della città, a pochi passi dalla sede dell'Istituto tecnico commerciale Aldo Moro. Tutte da chiarire le cause dell'incidente e le eventuali responsabilità di terzi che potrebbero avere concorso al sinistro.
Dalle ulteriori informazioni raccolte s’è anche accertato che l'uomo è stato trasportato con un'automobile al San Nicola Pellegrino evitando di attendere l'arrivo del 118, che pure era stato allertato, ma il cui equipaggio, quando è arrivato sul posto, non ha più trovato il paziente da trattare.
Pochissime le informazioni a disposizione degli inquirenti, enorme lo strazio dei parenti all'uscita di un pronto soccorso nel quale, mai come ieri sera, si avvertiva un clima surreale perché, finora, mai ci si era trovati in presenza di un evento di questo tipo.
Potrebbero venire incontro alle indagini le immagini delle telecamere del luogo, che potrebbero avere almeno ripreso la targa del veicolo che ha trasportato in ospedale una persona già di fatto deceduta.
Non dovrebbe essere complicato risalire anche all'utenza della chiamata al 118, mentre è più che presumibile che la Procura della Repubblica di Trani apra un fascicolo ed il sostituto procuratore di turno disponga l'autopsia del corpo per ulteriori ed inevitabili approfondimenti su indagini che si preannunciano particolarmente complesse.
E che potrebbero anche accertare che la morte del trentunenne motociclista potrebbe porsi in relazione non soltanto alle conseguenze della caduta, ma, anche, di una imprudente manipolazione del corpo pur di non attendere, per qualche minuto in più, l'arrivo di soccorritori qualificati e preparati.


