Gli inviti a comparire ad interrogatorio, avvenute a cura dei finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Bari, sembrerebbero legarsi ad un fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica nel 2017. Da verificare, dunque, quanto sia conseguenza dell'esposto del movimento Trani a capo, anticipato in una conferenza stampa e depositato formalmente il 21 gennaio 2016.
Il portavoce del movimento, Antonio Procacci, l'altro giorno aveva fatto sapere che, in merito a quella denuncia, «finalmente qualcosa si sta muovendo». Il movimento, peraltro, aveva imperniato il suo esposto sia sul fatto che quelle stabilizzazioni fossero state fatte «in fretta e furia gli ultimi giorni del 2015», ma anche, e soprattutto, sulla circostanza per cui «Amiu - ricorda Procacci -, in quel preciso momento era priva di capitale sociale».
Procacci, che fa sapere che «nei prossimi giorni presenteremo un'integrazione all'esposto presentato il 21 gennaio del 2016. Perché il problema, vogliamo sottolinearlo ancora una volta, non è l'assunzione a tempo indeterminato del cognato di Bottaro (fatto che resta totalmente inopportuno e che da solo dovrebbe indurre il sindaco a dimettersi), bensì il fatto che Amiu, al momento delle assunzioni, era priva di capitale sociale. E allora, oltre al sindaco ed agli amministratori di Amiu, probabilmente andrebbero approfondite le posizioni di consulenti, revisori, di tutti quelli che hanno espresso parere favorevole su quelle assunzioni, di tutti quelli che non si sono espressi ma che avrebbero dovuto farlo e di tutti quelli che pur sapendo di queste assunzioni hanno votato la ricapitalizzazione dell'azienda, con conti non solo in rosso, ma persino appesantiti da queste assunzioni, giustificate, è bene ricordarlo, con l'avvio della raccolta differenziata, che dopo quasi due anni non è ancora partita».

