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Chiusa la seconda edizione del premio Bovio, Valente: «A Trani la sua casa natale, all’Italia il premio nazionale»

Si è conclusa, con la cerimonia di premiazione dei vincitori, la seconda edizione del premio nazionale “Giovanni Bovio”, che si è tenuta  a Trani, presso il prestigioso palazzo San Giorgio, nei giorni scorsi. Gli organizzatori e promotori del premio sono Domenico Valente e Micaela Nichilo, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’associazione culturale “Progetto Bovio”. La cerimonia è stata vissuta all’insegna delle novità e di un crescente successo che fa ben sperare per le edizioni future.

Triplicatosi il numero dei partecipanti rispetto alla passata edizione, con un coinvolgimento di ben 13 regioni italiane su 20, il premio ha potuto contare sulla collaborazione di partner importanti, tra i quali l’Associazione mazziniana italiana sezione “Giovanni Bovio”, di Piombino, rappresentata in occasione della cerimonia di premiazione da Angelo Coppola, in vece del presidente Daniele Massarri.  Importante è stato il contributo della “Tec Service Srl” - gruppo “Cestaro Rossi”.  

La giuria di qualità, costituita dal dottor Mario Schiralli, dalla professoressa Grazia Distaso, dal maestro Giuseppe Antonio Lomuscio, dal maestro Filippo Cacace, dal professor Giuseppe Di Zanni, dallo scrittore Domenico Valente, dalla dottoressa Micaela Nichilo e dal promettente regista Stefano Simone, ha avuto la possibilità di valutare opere in concorso di alto spessore, la cui produzione è stata promossa da autori già conosciuti nel panorama culturale nazionale.

Nella sezione narrativa, ad esempio, è da riscontrare la partecipazione di Gordiano Lupi, primo classificato con il romanzo “Calcio & Acciaio – dimenticare Piombino”, direttore editoriale delle Edizioni il Foglio, e autore di diversi romanzi e antologie di successo, ma anche quella dell’eclettico Renato Salvetti, secondo classificato nella sezione narrativa con il romanzo “Doppio giallo sotto un cielo azzurro”, autore di canzoni presentate al Festival di Sanremo o al Maurizio Costanzo Show, ma anche di musiche per spettacoli teatrali, colonne sonore per spot pubblicitari e per il cinema. Nella sezione D, opere a tema, la prima classificata, con il saggio “Giovanni Bovio e Francesco Bruno: due geni di Puglia e i Miserabili di Victor Hugo”, è stata la Giovanna Bonivento Pupino, già esperta di toreutica, oreficeria, socia dell'Istituto di Storia ed Archeologia della Magna Grecia (Taranto), membro dal 2016 del direttivo nazionale dell'Associazione nazionale archeologi.

Questo il commento di Domenico Valente: «Dopo decenni di stallo, nei quali a Trani, città che diede i natali all’illustre filosofo de “Il verbo Novello”,  poco si è detto e niente si è fatto per valorizzare la figura di Giovanni Bovio, ho fatto sì che in poco più di tre anni di Giovanni Bovio si ritornasse a parlare, addirittura su scala nazionale.

Per il grande successo di questa edizione del premio sono davvero grato agli amici dell’associazione culturale “Progetti futuri”, a quelli dell’associazione “I colori dell’anima”,  agli amici dell’A.M.I. di Piombino e a quelli di “Trani.biz”. Esprimo grande gratitudine per l’impegno profuso dalle giurie e per l’attenzione posta al nostro premio da tutti i partecipanti, che ci hanno permesso di scoprire talenti come Sebastiano Mendola, Franco Casadidio e Vittorio Tricarico. Mio malgrado, ho dovuto comunque riscontrare l’assenza delle istituzioni (come di solito mi capita di rilevare) e degli altri operatori culturali di Trani.

Poco importa: l’associazione culturale Progetto Bovio è una creatura capace di sorprendere nonostante la sua giovanissima età. E, visto l’evolversi dei  fatti, a partire da oggi il nostro motto sarà: aitranesi la casa natale di Giovanni Bovio, agli italiani il premio nazionale Giovanni Bovio».    


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