La casa natale di Giovanni Bovio è libera, ma non lo è l'intero immobile comunale. La situazione, tuttora transitoria, si è determinata dopo che il nucleo familiare con tre minori (e la mamma incinta), che aveva recentemente occupato i locali al piano terreno, li ha lasciati ottemperando, anche se con ritardo, alla diffida del dirigente preposto del Comune di Trani.
A quel punto l'altra famiglia con cinque minori, che da febbraio occupava il primo piano della palazzina, si è trasferita a sua volta nei locali lasciati liberi al piano terreno, anche sulla base dell'evoluzione di un procedimento giudiziario che avrebbe potuto, da lì a poco, determinare conseguenze importanti.
Al Comune, dunque, ritorna la piena disponibilità del primo piano, dopo che gli occupanti, per tutti questi mesi, avevano eseguito lavori non autorizzati di sistemazione dei bagni del bagno e della fogna, oltre a probabili altri interventi di cui, allo stato, non si ha notizia.
Sarà adesso compito dell'Ufficio patrimonio blindare immediatamente l'appartamento, magari tornando a murarne il portone, o eventualmente realizzarvi i lavori di ripristino prima di deciderne una destinazione di uso pubblico.
Resta il fatto, però, che i vecchi occupanti del primo piano sono sempre nello stesso immobile, sebbene al livello stradale ed utilizzando un accesso disgiunto, mentre la soluzione relativa all'eventuale affidamento a terzi dei figli minori non s'è ancora trovata.
A quanto s'è appreso, però, una soluzione potrebbe profilarsi sotto forma di individuazione di nuovi locali in cui fare trasferire l'intera famiglia, lasciando totalmente liberi tutti gli ambienti della proprietà comunale denominata «casa natale di Giovanni Bovio», in via Mario Pagano.

