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Dialoghi di Trani, a Carmela Scotti l'edizione 2017 del Premio Megamark. Pomarico: «Qualità e territorio sono bellezza»

È stato Cristian Mannu, vincitore della prima edizione, a proclamare Carmela Scotti, autrice de «L'imperfetta» (Garzanti), suo successore nell'albo d'oro del Premio letterario Megamark, promosso dalla omonima fondazione nel cuore dei Dialoghi di Trani. Sulla terrazza Davide Santorsola di Palazzo Beltrani, presenti l'attore Neri Marcorè ed il presidente di Megamark, Giovanni Pomarico, si è svolta ieri sera la cerimonia di chiusura della manifestazione, che aveva visto 38 opere in concorso e 5 giungere in finale.

Il “Premio Fondazione Megamark - Incontri di Dialoghi” è destinato ad opere prime di narrativa italiana pubblicate tra il 1mo gennaio 2016 ed il 30 aprile 2017. Diretta conseguenza di questo autentico boom di opere presentate, la Fondazione Megamark ha deciso di triplicare il montepremi: dai 5.000 euro del 2016, al solo vincitore, ai 13.000 di quest'anno, di cui 5.000 al primo classificato e 2.000 agli altri quattro finalisti. I romanzi sono stati valutati da una commissione di esperti, ma la proclamazione della vincitrice è stata la sintesi del giudizio dello stesso organismo e di una giuria popolare.

Per la cronaca, questa era la cinquina dei finalisti: "Alla fine di ogni cosa", di Mauro Garofalo, Edizioni Frassinelli; "Il dono della nuora", di Pasqua Sannelli, Edizioni Progedit; "I vignaioli di Cìteaux", di Guglielmo Bellelli, Mario Adda Editore; "L'imperfetta", di Carmela Scotti, Edizioni Garzanti Libri; "Teorema dell'incompletezza", di Valerio Callieri, Giangiacomo Feltrinelli Editore.

Carmela Scotti si è imposta per vari meriti e «in particolare - ha detto Mannu - le prime venti pagine dell'opera sono proprio di una bellezza travolgente, fra ritmo e poesia, e sono veramente felice di passarle il testimone».

L'autrice, che ha affidato a Catena, il personaggio chiave del libro, le sue emozioni su carta, ha confessato di avere scritto il libro «convinta che la strada fatta da Catena sarebbe finita con la fine del libro. Invece mi sono resa conto che è cominciata quando ho scritto la parola "fine", e Catena è stata libera di andare in giro e farsi conoscere dai lettori. Il suo viaggio è continuato e continua ogni volta che qualcuno mi dice "l'ho letto", e questo fa sì che il personaggio continui a crescere».

Secondo Marcorè, «decidere di rivolgersi e riferirsi a scrittori esordienti è una scelta non banale, perché un conto è premiare chi è già affermato nel campo della letteratura - e va benissimo ci siano anche dei premi del genere - ma sostenere chi, invece, inizia è una gran gratificazione ed un passaggio importante, decisamente oltre il riconoscimento economico, che certamente male e dispiacere non fa».

Per il patron del Premio, Giovanni Pomarico, «questa manifestazione è un altro impegno a costruire un progetto impostato sulla la qualità. Quando mi hanno detto che il tema dei Dialoghi di quest'anno sarebbe stato la "bellezza", sono andato a nozze perché non c'è bellezza se non c'è qualità. È la qualità che crea la bellezza, sia dentro, sia fuori. E la bellezza - ha aggiunto la figura apicale del Gruppo Megamark - sta anche nel benessere di una comunità e del territorio: bisogna fare rete, mettersi insieme, unire, condividere, partecipare, abbracciarci, perché l'abbraccio rende forti, il fare insieme rende forti».

A completare la ricca serata della seconda giornata della manifestazione, il dialogo al Polo museale su "Come saremo", con Luca De Biase, Pietro Del Soldà e Telmo Pievani. Infine nella vicinissima chiesa di San Giovanni, in via Beltrani, la lectio magistralis di mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, sul tema "Quale bellezza salverà il mondo?".

(foto Antonello Pappalettera)


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