Oltre 50 testimoni per il pubblico ministero, almeno 20 per gli avvocati e la parte civile. È questa l'imponente mole di lavoro che attende i protagonisti del processo contro i due imputati maggiorenni dell'omicidio di Biagio Zanni, avvenuto il 20 settembre 2015.
Ieri la prima udienza è servita per fissare l'incarico ad un perito di intercettazioni ambientali e telefoniche che si preannunciano particolarmente complesse, alla luce della rinuncia del primo professionista designato, proprio a causa del lavoro tutt'altro che semplice da portare a compimento anche e soprattutto tenendo conto del fatto che molti dei dialoghi da ricostruire sono in stretto dialetto.
E non sembra un caso il fatto che l'avvocato Antonio Florio, difensore di Gianluca Napoletano, uno dei due imputati, abbia chiesto l'escussione dei testi solo dopo avere acquisito tutte le trascrizioni delle intercettazioni.
La prossima udienza è stata fissata per il 13 ottobre. Confermata la costituzione parte civile della famiglia Zanni, così come la non costituzione parte civile del Comune di Trani.

