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Da San Giacomo alle molotov, Procacci (Trani a capo): «Se quel soggetto lavora in una scuola, sia subito rimosso»

«Lavorerebbe in una scuola pubblica, a stretto contatto con i bambini. E questa circostanza, alla luce delle responsabilità che gli vengono attribuite, è inaccettabile. Per questa ragione, per il bene e la tranquillità di tutti, è necessario che le condizioni di potenziale pericolo siano rimosse». Così Antonio Procacci, portavoce del Movimento Trani a capo, con riferimento al 51enne tranese che, nei giorni scorsi, è stato identificato quale autore del lancio di una bottiglia molotov contro un'abitazione in via Bebio.

Si tratta della stessa persona che lo scorso XIV maggio, aveva incendiato la porta della storica chiesa di San Giacomo, reato per il quale fu deferito a piede libero, ma che avrebbe alle spalle anche altri precedenti analoghi, e non solo. Il carattere delle misure prescritte nei suoi confronti, mai sfociate in cautelari, è legato al fatto che si tratta di un soggetto con possibile disagio mentale, attualmente posto sotto la stretta sorveglianza di magistratura e servizio sanitario.

Peraltro, nessuna contestazione gli è mai stata sollevata per quanto riguarda la mansione che svolge presso il servizio pubblico cui da tempo è stato assegnato. Ma questo, se si confermasse la versione dell'ex candidato sindaco circa il carattere del suo impiego, sarebbe semplicemente un eventuale caso fortuito che non escluderebbe l'altrettanto evidente eventualità che, all'improvviso, qualcosa possa realmente accadere.

Procacci riferisce, anche, che «pare che lo stesso soggetto, mesi fa, abbia sferrato un pugno contro una donna che neanche conosceva nella zona di Colonna. E tutto questo si sapeva prima delle molotov. Ed allora, cosa si è fatto per evitare che facesse altri danni? La risposta, fino alla vicenda delle molotov, è stata "niente". Ma a me questa storia non va giù - pone in risalto Procacci -, perché si dice che questa persona lavori in una scuola ed io non posso accettare che qualcuno abbia messo a rischio i nostri bambini».

Il portavoce di Trani a capo ha fatto sapere che scriverà «sia al dirigente scolastico della scuola, in cui si dice che questo soggetto abbia lavorato fino a qualche giorno fa, sia al direttore dell'Ufficio scolastico regionale, chiedendo se quello che si dice è vero o non è vero. Perché io credo che i genitori della scuola in questione abbiano il diritto di sapere la verità e che, se qualcuno ha sbagliato, non prendendo tempestivi provvedimenti pur essendo a conoscenza di questi fatti, se ne assuma la responsabilità, chiedendo quanto meno scusa. Naturalmente - conclude Procacci -, al dirigente scolastico e all'Usr chiederò anche rassicurazioni sul fatto che questo soggetto non entri mai più a contatto con i bambini».


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