Ha avuto inizio lo scorso 21 settembre, innanzi il Giudice di pace del Tribunale di Trani, il processo penale a carico di Aldo, Francesco e Giuseppe Bruno, che rispondono a vario titolo di minacce lesioni personali in danno del consigliere comunale, Raimondo Lima per i fatti accaduti lo scorso 8 febbraio.
Nel dibattimento Lima, difeso dall'avvocato Luigi Puca, si è costituito parte civile. I tre imputati sono difesi da Concetta Bucci. La prossima udienza si terrà il 21 dicembre, quando inizierà l'audizione dei testi indicati dal pubblico ministero, Silvia Curione.
Quel giorno, Lima aveva postato su Facebook una foto di se stesso con un cartello con su scritto “Mi manda tuo genero”, nei pressi di un supermercato fra quelli aderenti all’iniziativa dei cosiddetti “buoni di Natale”, promossa dal Piano di zona in favore di oltre 140 famiglie in stato d’indigenza che ne avevano fatto richiesta presso il Comune di Trani.
Lima aveva ipotizzato che, fra i beneficiari di quel progetto, forse anche in maniera esclusiva, ci fosse un parente del sindaco di Trani. E proprio nei pressi dell'esercizio in questione, l’incontro, forse anche casuale, con il padre del gestore del supermercato: l’uomo è il suocero del sindaco, Amedeo Bottaro.
Lima riferiva di essere stato «aggredito prima verbalmente, poi con calci, sia dal suocero del primo cittadino sia dei due figli»: uno è il gestore del supermercato, l’altro è colui che era finito, suo malgrado, al centro di polemiche per essere uno dei dieci operatori assunti dall’Amiu lo scorso 30 dicembre.
Diversa la versione dei fatti fornita dal legale di Francesco Bruno: «È stato il consigliere Lima a spintonare il mio assistito – dichiara -, che ha 70 anni, facendolo finire per terra. Solo a quel punto i figli sono intervenuti in difesa del padre».
Il processo servirà a ricostruire la vicenda ed affermare una verità giudiziaria che faccia chiarezza su un caso divenuto, inevitabilmente, anche politico.

