Il consiglio comunale di questo mercoledì, 27 settembre, alle 9.30 a Palazzo Palmieri, con seconda convocazione alla stessa ora di venerdì prossimo, 29 settembre, potrebbe saltare. Infatti il presidente dell'assemblea, Fabrizio Ferrante, potrebbe a breve convocare prima l'Ufficio di presidenza, poi i capigruppo, per valutare con loro l'assenza dei presupposti per la convocazione della seduta.
«Nei prossimi giorni ci sarà sicuramente un ordine del giorno aggiuntivo - aveva detto Ferrante a margine della visita di Matteo Renzi a Trani -, se ovviamente le carte saranno a posto. Ci sono delle scadenze per alcuni provvedimenti finanziari la cui mancata approvazione, peraltro, non determina scioglimento o quant'altro, ma sarebbe da evitare per mantenere la possibilità di avere un livello di spesa ed investimenti adeguato al Comune di Trani».
Alla base del possibile dietrofront, dunque, la presunta carenza di atti non per quanto riguarda l'ordine del giorno di partenza, ma per quello che concerne un possibile ordine del giorno aggiuntivo, che sarebbe stato composto da debiti fuori bilancio dei quali, allo stato, la presidenza, e di conseguenza i consiglieri, sarebbero sprovvisti».
Di certo è da comprendere perché non si possa comunque celebrare il consiglio comunale con l'ordine del giorno di partenza e, da lì a poco, convocarne un altro con i debiti fuori bilancio nel frattempo trasmessi a tutti i consiglieri.
Peraltro, il consiglio è stato già formalmente convocato e, pertanto, si potrebbe anche presumere che la seduta vada ugualmente aperta ed, eventualmente, dichiarata deserta attraverso l'eventuale assenza di numero legale o altra soluzione prevista dal regolamento.

