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Consiglio comunale revocato: saltati i preliminari, i consiglieri s'inventano i «posteriori». Tutte le reazioni

L'aspetto positivo è che si sono risparmiati soldi pubblici che, diversamente, si sarebbero sprecati per una seduta svuotata di contenuti. Quello negativo è che molto probabilmente, dietro le motivazioni ufficiali che hanno determinato la revoca del consiglio comunale già convocato per ieri, mercoledì 27 settembre, potrebbero esserci fibrillazioni della maggioranza che hanno indotto il sindaco, Amedeo Bottaro, a chiedere ed ottenere presso l'Ufficio di presidenza il rinvio della seduta ad altra data.

Il primo cittadino, per la verità, si è limitato semplicemente a fare sapere che avrebbe ritirato il provvedimento relativo al Regolamento della polizia mortuaria, che rappresentava l'unico punto qualificante di una seduta che comprendeva soltanto, oltre quello, l'approvazione dei verbali delle sedute precedenti e la comunicazione all'assemblea di un prelevamento dal fondo di riserva della giunta comunale, prevalentemente per il finanziamento delle manifestazioni dell'Estate tranese.

Il consiglio comunale avrebbe dovuto affrontare anche altri argomenti di carattere finanziario in un ordine del giorno aggiuntivo, ma a loro volta non erano ancora pronti e, così, l'altra sera, il presidente dell'assemblea, Fabrizio Ferrante, ha convocato prima l'ufficio di presidenza, poi i capigruppo, per comunicare loro la situazione ed informarli dell'annullamento di una seduta già regolarmente convocata.

A quel punto, chi ha voluto ha fatto mettere a verbale le proprie posizioni. Nella maggioranza Francesca Zitoli, della Lista Emiliano, ha affermato che «nessun vizio formale e/o sostanziale relativo al provvedimento in esame ci è stato comunicato, tale da rendere necessaria la revoca del Regolamento di polizia mortuaria, pertanto la mia posizione è del tutto contraria».

Anche il capogruppo del Pd, Mimmo De Laurentis, fa sapere «di ignorare perché il sindaco abbia ritirato il provvedimento, che ci sembrava completo in ogni sua parte e di tutti i pareri previsti. Pertanto, abbiamo preso atto di una revoca sostanzialmente inspiegabile».

Sul fronte della minoranza, «il nostro parere in conferenza dei capigruppo è stato favorevole al rinvio - fa sapere Luisa Di Lernia, del Movimento cinque stelle -, onde evitare un danno erariale perché un consiglio comunale ha costi elevati. Ci chiediamo, però, perché il sindaco abbia ritirato una proposta confortata dal parere positivo del segretario generale e cosa l'abbia turbato».

Secondo Aldo Procacci, di Trani a capo, favorevole alla revoca, «sarebbe stato scandaloso andare in consiglio senza gli obblighi di revisione straordinaria delle partecipazioni societarie (scadenza 30 settembre), senza l'approvazione del bilancio consolidato (scadenza 30 settembre) e senza il Dup, ma sarebbe stato ancora più scandaloso andare in consiglio per approvare i verbali delle sedute precedenti e per la comunicazione sul prelevamento dal fondo di riserva».

Infine Raimondo Lima, di Fratelli d'Italia, contrario alla revoca: «Il sindaco dica in consiglio quali sono le ragioni che lo hanno spinto a ritirare un provvedimento importante come il regolamento di polizia mortuaria, della sua stessa amministrazione. Ma lo sa che entro il 30 settembre c'è da approvare anche il piano straordinario delle partecipate?».

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