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Arriva lo Yom Kippur e la sinagoga di Trani riapre. Almeno per il momento

«Grazie a tutti coloro che mi hanno aiutato ad organizzare lo Yom Kippur a Trani, ed a coloro che hanno consentito la riapertura della nostra amatissima sinagoga Scolanova. Con la speranza di lasciarci alle spalle un anno molto triste e che sia, da subito, l’anno delle cose più belle per tutti gli ebrei della Sezione di Trani».

Così Francesco Lotoro, portavoce della Comunità ebraica di Trani, tuttora dipendente da quella di Napoli, sebbene rispetto al ceppo materno aspiri a diventare totalmente indipendente. Ed è proprio questo il motivo per cui, dallo scorso gennaio la Sinagoga Scolanova, era rimasta chiusa, poiché è scaduto il contratto di cessione in comodato gratuito da parte del Comune di Trani, che è proprietario del bene, in favore della comunità ebraica di Napoli.

E, nel frattempo, quella di Trani vorrebbe subentrare poiché, in realtà, è proprio il soggetto che si è sempre occupato di tenere aperta la sinagoga e vivo il culto all'interno della stessa.

Napoli, a sua volta non vuole minimamente sentire parlare di scissione e continua a rivendicare il suo diritto di essere la comunità ebraica madre, dalla quale Trani deve continuare a dipendere. Il Comune, prendendo atto di questa situazione conflittuale, non ha potuto fare altro che continuare ad interloquire con Napoli.

E proprio con quella comunità ebraica dovrà definire un nuovo protocollo d'intesa per una nuova concessione pluriennale e non onerosa del bene: l'atto di indirizzo già predisposto, sarà approvato dalla giunta nelle prossime settimane.

In ogni caso sembra di comprendere che vi sia una schiarita, e questo fa sì che tra oggi, venerdì 29, e domani, sabato 30 settembre, si possa tornare a celebrare lo Yom Kippur, che fino a pochi giorni fa, pareva annullato.

L'ultimo giorno in cui era stata aperta era stato il 16 gennaio scorso, per la Giornata del dialogo ebraico cristiano. Poi era iniziato il rimpallo delle responsabilità su chi fosse il soggetto deputato alla futura gestione del bene, con la conseguente chiusura sia al culto, sia ai flussi turistici.

Le tefilloth di Yom Kippur 5778 saranno tenute dal Maskil Marco Dell’Ariccia. «Intorno alle 18.30 di venerdì 29 settembre terremo la seudà mafseket in Scolanova - annuncia Lotoro -. A seguire Kol Nedarim e Tefillà Erev Kippur. Le tefilloth di Kippur continueranno tutta la giornata di sabato 30 settembre , sempre in Scolanova, ed al termine di Yom Kippur terremo la seudà motzae Kippur, ancora in Scolanova».

Yom Kippur è il "giorno del perdono" per il culto ebraico, nonché quello del digiuno senza deroghe: è proibito sia mangiare, sia bere. Tra le altre prescrizioni, salutarsi a voce bassa in Sinagoga ed indossare scarpe non di cuoio, mentre all'entrata del Kippur l'officiante intona per tre volte il kol nidrè, la preghiera che scioglie tutti i voti contratti e non mantenuti durante l'anno passato. «Kippur – spiega Lotoro - è un giorno triste con un nocciolo di speranza e fiducia: l'Ebreo riconosce le proprie colpe nei confronti dell'Eterno e fa ammenda, confidando nel Suo perdono che arriverà sulle note tuonanti dello shofàr».


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