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Ora “alternativa” alla religione nella scuola, l’Uaar Barletta-Andria-Trani a supporto di chi chiede questo diritto. La lettera ai dirigenti

Egregi dirigenti scolastici e docenti, come di consueto da tre anni a questa parte, sono a scrivervi per augurare a voi ed agli studenti un buon anno scolastico.

Come certamente saprete, siamo particolarmente sensibili al principio di laicità della scuola pubblica, valore a noi caro e “principio supremo” secondo la Corte Costituzionale, ma purtroppo costantemente messo in discussione. Un campo, quello dell'educazione pubblica, spesso caratterizzato da numerose quanto inopportune attività religiose (messe, benedizioni) a volte proprio in orario scolastico; ma soprattutto, dal punto di vista dello studio delle diverse filosofie di vita, che è campo esclusivo dell'insegnamento della religione cattolica (Irc).

Eppure, non si può non rilevare come la nostra sia una società in grande mutamento. Secondo la stessa Cei, infatti, gli studenti che non si avvalgono esplicitamente dell'insegnamento della religione cattolica sono già il 12% del totale, ovvero circa 900 mila alunni. Numeri impensabili fino a qualche decennio fa e in costante crescita, almeno per due motivi: la secolarizzazione della società (fenomeno che riguarda tutto l'occidente) e l'aumento di studenti di origine straniera. Persone alle quali dovrebbe essere, secondo legge, garantito di

frequentare attività didattiche e formative (cosiddetta “ora alternativa”) quando non sia richiesto lo studio di materie scolastiche o l'uscita anticipata.

Ancora oggi alla nostra associazione arrivano numerose segnalazioni di questo diritto negato ma riconosciuto dalla legge e ampiamente confermato dalla giurisprudenza, che deve essere garantito anche se c’è una sola richiesta, oppure di discriminazioni verso chi fa questa scelta. Le alternative e gli esempi virtuosi ci sono. Portiamo i casi recenti riportati dalla stampa, come quello della scuola primaria “Baracca” di Firenze con il progetto “I diritti dei bambini”, dei corsi “Diritti e Costituzione” e “Fare filosofia” della “Longhena” di Bologna, o dell'iniziativa “Diritti umani” del liceo “Visconti” di Roma. A Bologna infine, dove le scuole offrono costantemente corsi alternativi alla Irc, quest’anno i bambini e le bambine hanno lavorato su “educazione interculturale e cittadinanza” presso la primaria “Tempesta”.

Diversità, integrazione, cittadinanza, diritti, filosofia: sono questi i temi più presenti nelle attività “alternative” nelle scuole italiane e che potrebbero ispirare anche i corsi delle scuole della nostra provincia, laddove non siano stati già attivati. La nostra associazione rimane a disposizione, anche dal punto di vista legale, di quelle famiglie che lo richiederanno ma anche vostra. Siamo sempre disponibili a risolvere qualsiasi problema inerente a quanto di nostra competenza e aperti al confronto per favorire la crescita e l'arricchimento reciproco.

Giuseppe F. Ruggieri - coordinatore circolo Unione atei agnostici razionalisti BAT

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