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«Trani, grande bellezza o grande bruttezza?»: la lettera di un cittadino

Sono passati ormai due anni dall’insediamento della attuale amministrazione comunale e nulla o quasi è cambiato in città. Dopo i primi giorni, durante i quali il sindaco è intervenuto personalmente a constatare e a far sistemare sollecitamente disfunzioni o criticità lamentate da qualche comitato di quartiere, sembra che tutto sia rientrato nella consueta, normale, disarmante routine di gestione della cosa pubblica che da oltre un ventennio è stata la caratteristica principale, in negativo, di tutte le amministrazioni che si sono avvicendate.

Mi riferisco, in particolare, al lento ed inesorabile declino e degrado della città che negli anni sessanta era la grande “bellezza”, tanto da essere definita la “Perla del Sud”. Oggi, cosa è rimasto della Trani di quegli anni? Ne rimane certamente ben poco. La bellezza di Trani è rimasta solo nel centro storico, con la maestosità della cattedrale, del palazzo del Tribunale (ex corte di Appello), del castello svevo e di qualche altro palazzo storico. Tale bellezza è stata sovrastata dalla “bruttezza”. Basta girare per le strade per rendersi conto dello stato di abbandono in cui oggi versa la nostra città.

Le strade sono piene di buche (quando non sono letteralmente sprofondate), i marciapiedi sono impraticabili, le aiuole sono latrine a cielo aperto e i rifiuti abbondano ovunque. Basti pensare che la raccolta differenziata non va oltre il 20%, percentuale  desolante se la si paragona a quella di tante altre città d’Italia, ma anche limitrofe. Si assiste a un conferimento smisurato di rifiuti di ogni genere davanti ai cassonetti, in particolare di cartoni, cassette di legno o di plastica conferiti in gran parte da esercenti di bar, fruttivendoli e negozi di generi alimentari.

A questo scempio si aggiunge l’inciviltà degli altri che a tutte le ore, nonostante vi sia un’ordinanza che stabilisce gli orari e i giorni di conferimento, posizionano i rifiuti non dentro ma davanti ai cassonetti, contribuendo a rendere sempre più indecorosa e invivibile la città. Lo scenario che si presenta ai cittadini civili o ai pochi turisti che arrivano in città è semplicemente desolante. L’amministrazione comunale e l’Amiu, ad oggi, solo in parte riescono a gestire il fenomeno e a punire gli incivili. Altra nota dolente è la scarsa manutenzione delle strade. Spesso si nota che la chiusura delle buche è fatta in maniera superficiale e a “macchia di leopardo”: nel senso che di due buche poste a poca distanza fra loro, se ne chiude una tralasciando l’altra. A chi attribuire la responsabilità? All’impresa che effettua i lavori? Al dirigente tecnico che dovrebbe controllare la corretta esecuzione dei lavori di ripristino?

Non parliamo poi del lungomare. Fatto salvo l’unico recente intervento di sostituzione delle panchine, lo stato di abbandono del tratto costiero è da terzo mondo. Ci sono punti in cui colonne in cemento armato sembrano erigersi a decadenti colonne di Ercole, lasciate lì a testimoniare l’irresponsabilità e l’incuria di chi ha contribuito negli anni a deturpare la meravigliosa costa. Concludo questa mia amara riflessione con un’ultima nota dolente: la mancanza dei parchimetri, che costringe gli automobilisti a una ricerca affannosa del famigerato grattino, che non si sa mai dove trovarlo.

L’augurio per i prossimi anni è che Trani possa tornare a essere solo la “grande bellezza”.

Lettera firmata

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