Il dirigente dell'Area contenzioso, Carlo Casalino, ha determinato soltanto in data di ieri, mercoledì 4 ottobre, la volontà formale del Comune di Trani di costituirsi parte civile nel procedimento penale relativo all'omicidio di Biagio Zanni, avvenuto il 20 settembre 2015, a seguito di una rissa, in via Statuti marittimi nella zona del porto.
La prima udienza del processo, nel quale sono imputati i due soggetti maggiorenni che parteciparono a quell'episodio ha visto costituirsi parte civile la sola famiglia Zanni, difesa l'avvocato Giangregorio De Pascalis, ma non il Comune di Trani nonostante l'annuncio del sindaco, Amedeo Bottaro, all'indomani dell'omicidio.
Palazzo di città, infatti, secondo quanto si legge nella determinazione dirigenziale, «non ha ricevuto alcuna notifica in qualità di parte offesa. Ciononostante si è ritenuto opportuno procedere alla costituzione del Comune di Trani, quale parte civile nel giudizio, in ossequio ad un atto di indirizzo del 2 ottobre formulato dallo stesso sindaco, ai sensi del regolamento dell'avvocatura comunale approvato con deliberazione di giunta l'11 gennaio 2016».
Contestualmente è stato affidato l'incarico di difendere il Comune all'avvocato Pasqua di Pilato, del Foro di Trani, la quale ha manifestato la disponibilità ad assumere l'incarico "pro bono", «per amore verso la città di Trani, del cui Foro si onora di fare parte». In altre parole, nessun compenso sarà riconosciuto al legale.
Per la cronaca, il legale scelto dal Comune è presidente del consiglio comunale di Andria, eletta nelle file di Forza Italia.
Peraltro, resta più che mai aperto l'interrogativo sul fatto se il Comune di Trani verrà realmente ammesso al giudizio, poiché la prima udienza si è tenuta il 22 settembre scorso e l'ente non risultava essere costituito. La prossima è stata fissata per venerdì 13 ottobre, ma a questo punto sarà la Corte di assise a decidere se la domanda del Comune di prendere parte al giudizio sia ammissibile o meno.
