Ieri, a Palazzo Palmieri, sede del consiglio comunale di Trani, l’assessore alle culture Felice Di Lernia e l’assessore all’ambiente Michele di Gregorio hanno incontrato una nutrita delegazione di giovani “ambasciatori” di organizzazioni internazionali quali Youth mobility center Atene per la Grecia, Municipale di Asamou (Hebron) per la Palestina, Società per la protezione della natura in Israele (SPNI) per Israele, Euromed Tunisi per Tunisia, Word Up Amsterdam per Olanda, arrivati in Puglia per una visita di studio promossa dal circolo Legambiente Trani, nel quadro di attività di mobilità euromediterranea, cofinanziate dal programma Erasmus plus, dal titolo: “Paesaggi umani: integrazione, dialogo e sviluppo”.
Nell’ambito delle attività di sostegno alle politiche di promozione della interculturalità e del dialogo interreligioso, promosse proprio dall’Assessorato alle culture, l’incontro ha posto al centro della discussione il confronto sulle opportunità legate al programma Erasmus plus e le potenzialità di cooperazione turistica e culturale. Nell’ottica del perseguimento dell’obiettivo della realizzazione della pace tra i popoli, nel rispetto del principio di autodeterminazione degli stessi, punto di forza di questo percorso sarà la possibilità di dare avvio alla discussione sul superamento di conflittualità regionali e sulla istituzione di un auspicato gemellaggio che coinvolgerà la municipalità palestinese di Asamou della città di Hebron e quella israeliana. Attraverso l’opera di mediazione del Comune di Trani e del Circolo Legambiente di Trani, quindi, si lavorerà affinché si possa concretizzare la firma congiunta di un protocollo tra rappresentanze istituzionali appartenenti a Palestina ed Israele, configurando così il primo caso in assoluto di cooperazione tra comunità locali appartenenti ai due Paesi, realizzato proprio attraverso l’opera di triangolazione e mediazione.
Così Felice Di Lernia: «Noi ringraziamo Pierluigi Colangelo, di Legambiente, e tutti i volontari e operatori del Circolo che hanno reso possibile questo incontro. Quando in primavera Pierluigi mi ha parlato di questo progetto, pur non avendo bisogno della nostra autorizzazione, ha voluto condividere questa cosa con noi e io sono stato assolutamente d’accordo e molto contento che questa cosa potesse realizzarsi.
Io vengo da una cultura, da una tradizione, che considera strani, irricevibili, tutti i ragionamenti che hanno a che fare con i confini. Non sono europeista, credo che il mondo sia fatto da persone e che le persone debbano essere libere di circolare nel mondo e qualunque tentativo di regolamentare la circolazione della popolazione nel mondo sia un tentativo di forzare questa legge naturale. Esistono solo persone, e i confini sono solo necessità di qualcuno a cui il mondo si deve sottomettere.
Questo incontro è stato un momento di arricchimento, una particolare significatività ha per noi la presenza di persone che provengono da territori che da anni sono uno dei motivi di dolore di chiunque sta al mondo con un minimo di preoccupazione. Mi riferisco a chi proviene da Palestina ed Israele. La mia generazione ha molto sofferto, da lontano, per questa grande ferita della storia e il fatto che oggi qui siano seduti un israeliano e un palestinese è per noi un motivo di grandissima gioia. Legambiente ha creduto in un sogno, quello di arrivare a firmare un Protocollo d’intenti tra la città di Trani e una comunità palestinese e una comunità israeliana».





